A di Alice. La primavera è nel piatto

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A di Alice, che è il nome di quel visetto buffo che ti accoglie all’ingresso del ristorante. Un ritratto essenziale, qualche pennellata veloce di color viola, quasi a voler catturare in modo inconsueto quel guizzo e quella vivacità camaleontica che ogni bambino sa sprigionare, dà il benvenuto in questo posto che diventa una scoperta continua.

Quel fermento, quella gioia di esplorare il mondo, passa dagli occhi vivaci di Alice, figlia dello chef Luca Mauri e della moglie interior designer/pittrice Valeria, alle proposte in carta nel ristorante gourmet.

In questo luogo come è nello stile dello chef Luca Mauri, già 1 Stella Michelin nel lontano 2006, si è voluto portare la qualità e la ricerca delle materie prime, unite a proposte studiate e che sappiano comunque stupire positivamente, sia nella parte bistrot, perfetto per una pausa pranzo veloce e informale o per un pre-cinema, che come ovvio nella parte ristorante.

Qui la palette colori attinge ai toni dei bianchi e dei neutri, con un mix di stile shabby e tocchi di design. Una squadra vincente quella dello chef Luca Mauri e della moglie, che dalla vita privata si sposta a quella professionale, così mentre lei cura gli allestimenti, le soluzioni d’interior, lui inventa e sviluppa nuove proposte per sublimare i clienti che diventano ben presto amici.

Il clima che si respira qui è informale e rilassato, una dichiarazione di amore al piacere dell’ospitalità unita alla voglia di sorprendere, di avvicinare il pubblico ad una cucina più nuova, che vada oltre il risotto con l’ossobuco o la cotoletta alla milanese, che rimangono pur sempre dei piatti forte per ogni chef sul territorio brianzolo. La ricerca della qualità delle materie prime, la passione dello chef per alcuni ingredienti, come il sale Maldon, per alcune farine ricercate, o come la selezione di più di 250 etichette di vino, fanno questo posto un luogo dalla chiara personalità.

Molti i dettagli di stile che mi hanno sorpreso e fatto sorridere, dal doppio menù, per lui e per lei (senza il prezzo), quasi a non voler dimenticare quei piccoli gesti di cavalleria di un tempo ormai molto lontano, alla carta delle acque per arrivare a quella dei caffè. Diverse possibilità di scelta tra menù degustazione, menù degustazione vegetariano e poi ancora il menù 35 (ovvero a 35 euro) oppure semplicemente à la carte.

Ogni portata che esce dalla cucina, sa sorprendere in primis per la presentazione, con ceramiche pensate di volta in volta per essere mezzo a supporto della bellezza e del lavoro di ricerca, creatività e gusto che si porta in bocca.

A partire dal benvenuto dello chef che si presenta con un gambero crudo con una riduzione di ostriche, all’assaggio si viene catapultati in un effetto mare/vacanza. Così mentre si è seduti al riverbero di una candela, si ha la sensazione di rivivere l’effetto della brezza del mare, del vento che ti scompiglia i capelli, mentre la salsedine ti tira la pelle. E questo in un solo boccone, e solo per dire felice di ospitarvi nella mia cucina.

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Il resto è pura poesia. Venite qui almeno in due e ordinate seguendo la vostra personalità. In una parola divertitevi. Lasciatevi sorprendere dalla capacità di saper portare su un altro livello un piatto rustico come il baccalà mantecato all’olio extravergine “Caldera” crema di patate con veli di pane croccante, o dall’impiattamento del giardino primaverile, che sembra una vera e propria opera d’arte resa commestibile. Continuate con i primi,  solleticando le papille gustative verso la scoperta di gusti antichi, come quello dei ravioli con farina di mischiglio casera della Valtellina, gamberi, fave e aria alle mandorle oppure con gli spaghetti alla chitarra calamari, asparagi, pancetta marinata e aria di crostacei. Le migliori “arie” mai viste e assaggiate. Sorprendente la ricchezza del gusto e le generose porzioni.

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Chiudete in dolcezza con le proposte in carta come la crema catalana rivisitata, oppure la composizione al caffè e cocco o la pannacotta alle mandorle con perle all’albicocca. Mettele in bocca, l’effetto lieve esplosione sono certa farà sorridere anche voi. Perchè si, qui la cucina è gusto e gioia!

Infine chiudete la cena con un caffè, e vi vedrete arrivare un’alzatina, che sembra uscita da Alice nel Paese delle Meraviglie, con diverse delicatessen. Gustatene la giusta quantità, perchè qui le coccole di stile dello chef prevedono, la “sweet doggy bag”, ovvero quello che avanzerete di queste prelibatezze, lo potrete gustare successivamente a casa vostra!

Ma questo è solo un assaggio, perchè la bravura e le numerose iniziative che la creatività e l’ingegno dello chef, meritano più di una narrazione. E poi, ho scoperto un piccolo segreto. Qui è possibile mangiare una pizza gourmet, e per questo so già che ritornerò prestissimo!

Share & enjoy,

Barbara

Ristorante AdiAlice

Viale Elvezia 4 – Monza (MB)

 

 

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