Brianza che nutre. Una “guida” alla scoperta di un territorio ancora da scoprire

img_20170729_105047-01Nell’immensa bellezza dei piccoli borghi e territori d’Italia, uno tra i più sconosciuti dal punto di vista turistico è certamente la Brianza.

Difficile da focalizzare a livello geografico, non fosse altro perché sotto questo territorio, non racchiuso da un ente, si inscrivono 4 province: Milano, Monza, Lecco e Como, rappresentando tuttavia un bel mix culturale e paesaggistico.

Senza nulla togliere a nessuno, il cuore e la parte più affascinante è quella della verde Brianza. Un rettagolo delimitato ad ovest dalla SS36 Milano Lecco e ad est dalla A51, mentre il sud è delimitato dal meraviglioso parco di Monza e a nord dal parco di Montevecchia. A dare l’avvio alla valorizzazione di queste bellezze, ma anche di quelle più piccole individuabili altrimenti solo da un curioso, appassionato ed esperto locale, ci ha pensato un gruppo di privati creando in clima pre Expo 2015,  il Consorzio Brianza che nutre.

Tra i principali obiettivi che il consorzio si è dato, c’è quello più complesso per l’Italia: fare rete sul territorio. L’unione sinergica dei vari attori ed eccellenze locali, dovrebbe incuriosire e meravigliare un qualsiasi possibile visitatore, decidendo di spendere del tempo per meravigliarsi delle bellezze che ha dietro l’angolo.

Basterà così spulciare sul loro portale per capire lo spessore di chi contribuisce ogni giorno a creare qualità e unicità sì in Brianza, ma anche a livello nazionale. Da meravigliosi agriturismi come Oasi Galbusera Bianca, ad aziende agricole produttrici di zafferano, a ristorantini e luoghi d’arte come il Rossini Art Site, fino ad arrivare a persone così coinvolgenti e speciali che hanno saputo unire arte e artigianato dando vita a qualcosa di unico. Questo è il caso dell’editore Alberto Casiraghy della casa editrice Pulcino Elefante.

Organizzare la propria gita fuoriporta con il proprio tema di scoperta a questo punto è d’obbligo. Intanto potete iniziare da qui, con quattro tappe di lenta scoperta del territorio, ricco di wow factor ed inaspettate scoperte.

1° tappa – Casa Editrice Pucino Elefante, Osnago

Questa è l’abitazione-bottega di Alberto che unisce nei suoi libretti a tiratura limitata, massimo 40 copie, la passione per l’arte. La carta cotone tagliata a mano diventa supporto e casa di parole. Aforismi e disegni che attraverso caratteri mobili, clichè in legno intagliati a mano, prendono vita sotto la stampatrice a torchio. Colpi di colore, intrusioni d’arte completano queste piccole opere letterarie.

Un piccolo mondo fatto di poesia, di sapere nato nel tempo in cui la gentilezza e l’animo lieve erano un grande dono. L’ansia per l’incedere del tempo qui non ha la meglio. Ognuno qui troverà la propria magia. Un posto non convenzionale, tra mura piene di libri e storie da raccontare. Rallentate il ritmo, lasciate a casa le vostre corazze delle apparenze metropolitane e mettetevi solo in ascolto. I racconti di vita quotidiana di chi è passato da qui come l’amica di sempre di Alberto, la poetessa Alda Merini, o dell’artista Bruno Munari vi faranno avvicinare ad un mondo speciale. Andare via da qui senza un paio di libri / opere d’arte sarà impossibile.

2° tappa – Osteria dello Strecciolo, Robbiate

Cosa è un viaggio se non si gusta la cucina locale? Di certo è un viaggio a metà. Per non farsi sfuggire nulla allora basterà inserire questo indirizzo in agenda per scoprire la cucina della chef Stefano Riva, che da nove anni a questa parte delizia i palati dei brianzoli e non solo, con un mix perfetto tra tradizione e innovazione. L’esperienza e la formazione tra i fornelli di ristoranti di alta cucina, come il super stellato Heinz Beck, si fanno notare. Il viaggio del gusto tra tradizionale e nuovo è sussurrato, c’è rispetto tra chi crea ma anche tra chi mangerà. Allora i tradizionali mondeghili, le polpette di carne, sono servite in un cartoccio di carta paglia, quanto basta per creare il fattore sorpresa ma senza stravolgere l’avventore più tradizionale; la pannocchia di Marisa burro e salvia risveglia i ricordi dell’infanzia, mentre l’insalata di anguria al Campari e Caprino di Montevecchia ti fa pensare al perché tu non abbia mai pensato questo abbinamento. Semplicemente perché lui è uno chef e tu no. Semmai se ne avesse ancora bisogno di conferma, l’inzuppo nella pagnotta con l’olio di lago chiuderà il cerchio.

Nella piacevole sala che affaccia sul giardino e sulla stretta stradina, dalla quale prende il nome l’osteria, strecciolo significa stretto, ci si prende volentieri ancora del tempo per gustare un’indimenticabile risotto rosmarino e caprino di Montevecchia, coniglio grigio di Carmagnola presidio Slow Food con purea di melanzane e miso. Come chiudere in bellezza? Non facendosi sfuggire la zuppetta di ciliegie, ricotta, pistacchi e grue di cacao.

Per assaggiare questi piatti non fate trascorrere troppo tempo, perché qui la carta menù cambia velocemente seconda la disponibilità dei prodotti di stagione!

Info – www.osteriadellostrecciolo.it

3° tappa – Azienda Agricola Monsereno Horses, Imbersago

Il paradiso per ogni appassionato di equitazione, animali e agricoltura è qui. All’interno un maneggio per gare a livello europeo, un centro di ippoterapia ma anche più semplicemente un posto dal quale partire per fare delle brevi escursioni a cavallo lungo l’Adda. Un posticino perfetto per gli amanti della natura dove potranno vedere da vicino cavalli, pony e pecore ma al tempo stesso passeggiare tra le piantagioni di mirtilli, lamponi e fragole. Numerose le iniziative per far vivere questo centro, come le imperdibili grigliate estive sotto il cielo stellato. Inquinamento luminoso qui è un perfetto sconosciuto.

Info – www.monserenohorses.it

4° tappa – Traghetto Leonardesco, Imbersago

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Giungere qui è nel tardo pomeriggio è la scelta perfetta. I raggi del sole si abbassano, le foglie prendono i riflessi dorati e l’unica cosa che ci si chiederà è come si è fatto a non averlo scoperto prima. Il traghetto è lì che vi aspetta per raccontarsi, attraverso la storia Ingrid, e farvi vivere l’emozione di attraversare il fiume a bordo del traghetto che si muove da una sponda all’altra del fiume, utilizzando un meccanismo di sfruttamento delle correnti,  inventato dal genio di Leonardo da Vinci. Solo 0.90 per meravigliarsi come bambini.

Per aggiungere un pizzico di magia, venite preparati. Portatevi una cesta da picnic, magari di quelle intrecciate che ancora profumano di paglia, metteteci dentro una bella tovaglia, un’insalata di frutta, qualche stuzzichino e una bottiglia di vino e godetevi il tramonto. Le anatre, i cigni, gli svassi e i pesci acrobati saranno il naturale spettacolo che concluderà una giornata che vi avrà regalato nuovi ed inattesi ricordi.

Info – www.navigazionefiumeadda.it

Share & enjoy,

Barbara

 

 

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