Brianza destinazione weekend. 3 luoghi da non perdere.

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Chi è appassionato di arredamento saprà di certo che la Brianza è la culla e il cuore di moltissimi brand di design che riempiono d’orgoglio il Made in Italy. Aziende come Meritalia, Rimadesio, Cappellini, Poliform, Desalto solo per citare qualche nome, sono nate in quest’area che forse risulta non proprio facile da individuare geograficamente, ma una volta scovata sa riempire gioia e stupore inaspettato anche il viaggiatore più navigato.

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Così se l’Italia dei piccoli borghi e delle aree meno battute sembra essere la tendenza del prossimo futuro, qui ci portiamo avanti con 3 luoghi (più un cibo) da non perdere in Brianza per chi è appassionato non solo di design, arte ma anche di storia, ecoturismo e ovviamente buon cibo.

Villa Mapelli Mozzi – Casatenovo

Varcare la soglia di questa villa, significa fare un salto nel tempo. D’un tratto sembra quasi di poter udire l’incedere delle carrozze che percorrono il maestoso viale della villa, oppure di immaginare il via vai della servitù che con le loro divise dai differenti colori raccontano già la loro mansione all’interno della casa nobiliare. Villa Mapelli Mozzi però affonda le sue origini da un antico monastero del 1500 che si pensa avesse sede nell’attuale corte rustica. Col passare dei secoli consistenti modifiche furono apportate alla struttura dell’edificio e nel 1927 l’architetto Alberico Barbiano di Belgiojoso completò la ristrutturazione con interventi stilistici che accentuarono l’aspetto tardo settecentesco della Villa. Non si pensi però a questo gioiello architettonico come una casa-museo ferma nel tempo, perché è tutt’altro. Di fatto qui oltre a poter visitare la grande villa con le sue sale da pranzo, scoprire i segreti delle cucine, rimanere incantati dalla ricca bibilioteca o ancora ammirare le camere da letto con le sale da bagno originali e perfettamente funzionanati, è possibile concedersi diverse esperienze.

C’è solo l’imbarazzo della scelta. Si può iniziare prendendo parte ad un thè del pomeriggio, continuare con una lezione di buone maniere, oppure dormire direttamente qui e perché no, concedersi una cena privata. Dettagli coccole di stile da concedersi e vivere almeno una volta nella vita.

Rossini Art Site

Di questo posto ne ho già scritto e che non smetterei mai di raccontare. E’ chiaramente uno dei posti che amo di più, di quelli che ti fanno pensare al senso della bellezza del cuore e delle menti di grandi uomini. Un vero e proprio parco d’arte fortemente voluto dall’imprenditore e mecenate Alberto Rossini. Da parco privato nel 2015 diventa pubblico, come mezzo per continuare il dialogo tra artisti e appassionati che l’ideatore aveva già intrapreso. Una passione per l’arte che ha portato l’imprenditore non solo a supportare finanziariamente il lavoro degli artisti, ma anche a mettere a loro disposizione la sua fabbrica di stampaggi termoplastici. Qui arte, creatività e sapere si sono unite generando opere attraverso il dialogo e il legame di stima e affetto verso diversi visionari dell’arte contemporanea. Questo bellissimo parco, proseguendo sulla strada tracciata dal suo fondatore continua ad essere uno spazio vibrante di spunti e stimoli, dando la possibilità di vivere la cultura per le arti visive in modo non convenzionale. Così ci si può ritrovare a prender parte ad una lezione di yoga, oppure ad uno showcooking e anche ad un più rilassante picnic sull’erba. Cestino e plaid compresi!

Oasi Bianca Galbusera

Il Parco regionale di Montevecchia abbraccia l’Oasi Galbusera Bianca. Potrebbe essere il titolo di un film, invece è la realtà. Una storia dove le vicissitudini della vita, hanno riportato alla propria terra, alla propria origine Gaetano Besana, che da diversi anni ha dato vita a questo incantevole agriturismo bio e di charme. I boschi, i prati magri, gli orti biodinamici fa da cornice a questo piccolo borgo sospeso nel tempo. La frenesia e lo stress del quotidiano sembrano lontano anni luce quando si entra in una delle meravigliose camere. Ognuna ha un tema che è stato sviluppato personalmente e con creatività artistica da Gaetano, che prima di vestire i panni del locandiere era un fotografo internazionale di moda. Difficile la scelta tra quella Fieno, Zen, Giardiniere, delle Meraviglie solo per citarne alcune.

Di questo luogo colpisce la cura dei particolari, i numerosi dettagli che nutrono la mente e il cuore. Qui si respira pura bellezza che disegna sorrisi inaspettati, non solo attraverso le forme dell’architettura ma anche a tavola. Un menù snello e di stagione, che si lascia ispirare a quello che la terra produce dopo esser stata dall’uomo curata. Da inserire nella to do list, perchè niente è più indimenticabile di un’esperienza unica, e qui è possibile viverla.

Casseula de Togn

Dai luoghi ai progetti da conoscere perchè nati in Brianza. Casseula de Togn è un’idea nata dai giovanissimi Matteo Besana e Francesco Sala, che hanno saputo unire ricordi proustiani e necessità moderne. La cassoeula è un piatto del cuore, dell’anima e della memoria familiare per ogni brianzolo che si rispetti. Un piatto semplice fatto di ingredienti poveri come verze e quelli che erano scarti di maiale (cotenna, puntine, orecchie del maiale…) ma richiedenti  lunga cottura. Come unire antiche memorie e nuovi bisogni? Matteo e Francesco hanno ideato la  versione pronta del celebre piatto. Un packaging semplice e accattivante perfetto per regalarsi  o regalare una cena di gusto sotto il segno made in Brianza.

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Anche durante questa esperienza ci siamo messi e abbiamo messo alla prova  Nissan Leaf, l’auto 100% elettrica, con la quale in appena 24 ore abbiamo percorso più di 160 km, con una sola carica con presa domestica, grazie alla disponibilità di Villa Sofia.

Per approfondire queste ed altre eccellenze brianzole seguite il sito e i social del consorzio Brianza che Nutre.

 

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