Como, non solo lago. A tu per tu tra arte, seta e paesaggio.

DSC_0055Famosa nel secolo scorso come località di villeggiatura dell’imprenditoria milanese, la città di Como, negli ultimi anni si è fatta conoscere in Italia e all’estero anche per la presenza dei divi di Hollywood e per esser stata location di film come Star Wars e 007, oltre che per il suo paesaggio da sogno.

Per chi parte da Milano, è meta ideale sia per una gita fuoriporta, che per un weekend davvero romantico. Mutevole come i colori di un camaleonte, impossibile resistere al fascino della luce e dei riflessi che il lago regala. I giardini, gli hotel e le ville della belle epoque, le rilassanti passeggiate sia nel bel centro pedonale cittadino che sul lungolago, la vista che si apre giungendo in funicolare nel piccolo borgo di Brunate, sono tante piccole perle create per mano dell’uomo che impreziosiscono questo paesaggio.

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Vista dalla cima della funicolare Como – Brunate

Un itinerario di scoperta della città di Como, non può non partire dal suo centro storico. La piazza che si affaccia sul lungolago sembra già richiamare il visitatore, affinchè possa perdere il senso del tempo all’interno delle stradine del centro. Tra boutique alla moda, negozi di antiquariato, caffè all’aperto e il passeggio cittadino, l’essenzialità dello stile romanico cattura l’attenzione che si posa sugli degli edifici religiosi, come la bella chiesa di San Fedele e San Carpoforo, che su quelli civili come Porta Torre.

Qui e là, alzando lo sguardo su alcuni palazzi si possono ben vedere anche delle opere d’arte in mattonelle di ceramica smaltata, una forma di arte pubblica quasi a precorrere la moderna street-art. Dal moderno al contemporaneo il passo è breve, perché qui il grande archistar Daniel Libeskind, famoso anche per il progetto del suggestivo museo dedicato alla memoria ebraica a Berlino (Jüdisches Museum Berlin), ha firmato l’opera d’arte in acciaio The Life Electric, posta al centro del lago raggiungibile tramite una passerella pedonale.

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L’opera progettata in onore del grande scienziato comasco, Alessandro Volta inventore della pila, unisce elementi scientifici a quelli naturali. Lineare e sinuosa, diventa un elemento di rottura con il paesaggio, capace però al tempo stesso di valorizzarlo. Il gioco di riflessi e la grandezza dell’opera stessa diventano elemento di attrazione e coinvolgimento con lo spettatore. Arte pubblica che fa sorridere e perché no, divertire. Realizzata in acciaio, la scultura insieme al paesaggio e ai visitatori intenti ad interagire catturando fotograficamente, il gioco di luce e di riflessi. In tempi di social, anche l’utilizzo dell’acciaio si è rivelato una scelta vincente per comunicare l’arte. Anche l’associazione Amici di Como, che ha sostenuto fortemente la realizzazione dell’opera, non è stata da meno, mettendo tutte le informazioni, non solo didascaliche, ma anche per una perfetta condivisione social, #lifelectric!

L’eleganza e la storia della città non passano però solo dall’architettura, ma anche da ingegno e dall’imprenditorialità che hanno saputo creare un connubio di riconosciuta eccellenza tra un prodotto e un territorio. Dire oggi seta significa dire made in Como e viceversa.

Per capire la pregevolezza di questo filato e dell’impatto nel comasco, ma non solo attraverso, un percorso storico-ingegneristico-fashion assolutamente da non perdere è il Museo didattico della seta.

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La storia del filo d’oro, per secoli esclusivo segreto della corte imperiale cinese, nel 1400 arrivò nel comasco. La presenza di ricche fonti d’acqua, il contesto ambientale favorevole contribuirono definitivamente alla produzione di alberi di gelso e conseguentemente all’allevamento dei bachi da seta, portando Como a diventare capitale mondiale della seta. Dal 1990 il museo illustra il ciclo completo di lavorazione del tessuto, dall’allevamento del baco, alla produzione del filo, tessitura, tintoria e stampa. Il tutto è raccontato attraverso macchinari e attrezzature in uso tra il 1850 e il 1950, ancora funzionanti.

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Un’esperienza non solo conoscitiva ma anche visiva e allo stesso tempo tattile. Dal bozzolo al tessuto un percorso che si conclude con una collezione di abiti prodotti in seta che hanno reso celebre il made in Italy.

Ma le eccellenze di Como passano anche attraverso il gusto a tavola, come il risotto con i “missoltini”  e il pesce persico. Piatti semplici che raccontano la tradizione di un territorio, da gustare preferibilmente con una vista mozzafiato come il Ristorante Acquadolce, dove tutti i piatti sono firmati dallo chef Francesco Cranchi.

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Vista da una delle camere dell’Hotel Metropole Suisse

Infine per vivere un fine settimana appieno, a cavallo tra passato e presente, scegliere di soggiornare all’Hotel Metropole Suisse è quasi d’obbligo. Questo albergo nato nel 1892, fa parte della storia di Como ed oggi, guidato dai discendenti dei fondatori Angelo e Rosa Danioth Cassani, tanto quanto ieri sanno far vivere attraverso la struttura alberghiera, l’empatia nell’ospitalità e l’eleganza sempre discreta il fascino di un tempo con immancabili tocchi contemporanei. Da qui tutte le camere vantano un affaccio superlativo, dal quale si può godere il privilegio di ammirare il lago anche quando tutti saranno andati via.

Un viaggio di piccole e grandi scoperte, reso ancora più divertente grazie all’iniziativa de Il Passaporto introdotta da InLombardia. Un piccolo passaporto appunto, da ritirare presso qualsiasi ente del turismo in Lombardia e sul quale far apporre un apposito timbro per ogni località visitata e suggerita sulle pagine interne!

Share & enjoy,Barbara

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