Destinazione Genova. Idea weekend tra stile e autenticità

DSC_0052Genova la superba, così i genovesi stessi definiscono la propria città. Sarà per l’apparente ritrosia, sarà per quei modi asciutti o ancora per la storia che si legge perdendosi tra le creuse e caruggi, come cantava De Andrè, ma quel che è certo è che una città che merita di essere conosciuta e visitata.

Un weekend qui è come un antipasto. E’ bene sapere che è solo l’inizio e che basteranno poche ore, magari accompagnati con una guida d’eccezione come Barbara di HelloGenoa, per scrutare la città dalle colline verso il mare, dal basso verso l’alto, e sentire quella necessità di voler ritornare ancora prima di averla lasciata.

La città è una stratificazione di stili e di storia sovrapposti tra loro, un po’ come una millefoglie. Il genovese non ha mai buttato nulla, anzi si è sempre reinventato recuperando e riutilizzando ciò che aveva a disposizione, racconta la nostra guida. Dalle tracce medievali a quelle del brutalismo architettonico, dall’alto della magnifica veduta sulla Spianata del Castelletto si percepisce il cambiamento storico-economico che ha toccato un pezzo di Liguria. Dai tempi di città repubblica marinara ad oggi anche l’assetto urbanistico è cambiato. Scovarlo se non si è un esperto non è semplice, solo gli occhi di un locale possono far notare questi dettagli che passano dall’intricato dedalo di vicoli e vicoletti, più volte cantati da De Andrè nelle sue canzoni come la celebre Via del Campo, fino alle prime strade ampie come via San Lorenzo.

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Città di abili e nobili commercianti ieri, che hanno lasciato in eredità oggi, l’antico sistema dei Palazzi dei Rolli diventa esempio perfetto dell’importanza della conservazione e della valorizzazione della bellezza e memoria storica. I Rolli che oggi si potrebbero a mio avviso equiparare al moderno concetto di albergo diffuso, erano dei palazzi nobiliari privati databili attorno al ‘500 – ‘600 riccamente decorati, che aprivano le porte ospitando le alte cariche che a quei tempi si trovavano a passare da Genova. Un patrimonio di notevole importanza tanto da essere dichiarato 10 anni fa, patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. Sparsi per tutta la città se ne contano circa 200, ma solo 42 ad oggi sono inseriti nella lista del patrimonio protetto, in quanto ben conservati rispetto alla struttura originale. La concentrazione maggiore si ha in Via Garibaldi, tuttavia passeggiando per la città sono facilmente riconoscibili da una targa blu, oppure rossa per quelli inseriti nella lista Unesco.

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Terra di contrasti che vanno a braccetto, attraverso la voce di chi la vive, Genova narra di un grande e costante cambiamento ricollocabile in due momenti salienti: le Colombiadi nel 1992, che hanno portato portato all’apertura e all’organizzazione di quello che oggi è il porto antico, con la grande firma dell’architetto Renzo Piano e successivamente il G8, che ha dato un nuovo ordine alla città della lanterna.

Vivace e vibrante, ogni periodo dell’anno è buono per scoprila, in particolare al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando i fiumi di croceristi mordi e fuggi liberano il campo al viaggiatore più attento, che non ha la fretta di mettere una semplice spunta sul suo taccuino del posto o della città vista, ma che ama concedersi anche il tempo per osservare le nuvole che passano da qui.

La città si visita molto bene a piedi o con i mezzi pubblici, per questo partendo da Milano è altamente consigliato raggiungerla in treno. Le ferrovie francesi che con Thello coprono la tratta Milano-Marsiglia, garantiscono uno spostamento veloce che già sa di inizio vacanza. Cosa non da poco tutti i posti a sedere sono dotati anche di prese di corrente: in tempi di smartphone, foto e condivisioni è un plus da non sottovalutare!

L’esperienza di viaggio continua attraverso la scelta dell’hotel. Se si è appassionati di architettura storica, di design e di dettagli che vorreste replicare nella vostra casa, il Melià Hotel è la risposta per viaggiatori stilosi. Appena fuori dal centro storico, situato nella zona bene di Genova, nel quartiere Carignano, questa costruzione racconta i fasti economici dei primi del ‘900. Sede di rappresentanza dell’Ilva di Genova, si può solo immaginare la forza economica che si muoveva all’interno. Dopo vari avvicendamenti storici, il gruppo d’hotellerie spagnolo, ha aperto le porte di questo luogo mantenendo intatti alcuni dettagli dell’epoca, pur sapientemente mixati con dettagli di design e tecnologia contemporanea. Imperdibile lo specchio/tv in ogni camera!

Se invece si preferisce una zona centralissima, la risposta è il Best Western City Hotel. Un ambiente rilassato e tranquillo, che affaccia in una piazzetta interna tra via Roma, la strada dello shopping e il Teatro Carlo Felice, regala una vista sui tetti e vicoli della città. Entrambe le strutture hanno una spa interna, per rigenerarsi dalle fatiche di moderni viaggiatori!

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Ma come si può conoscere una città se non ci si siede anche a tavola? Due gli indirizzi da non perdere in un weekend: PEsciolino e I tre Merli. Il primo è la nuova creatura di Patrizia, nota ristoratrice locale che fa dell’amore per l’accoglienza e l’ospitalità i suoi punti di forza. Cenare in questo posto è un po’ come entrare in una casa di un genovese, sia per la distribuzione degli spazi che per gli elementi decorativi. Ogni dettaglio parla di grandi passioni personali, di storie di cuore e di ricordi. Ancora una volta emergono contrasti stilistici sapientemente fusi come la colonna romana, riemersa dai restauri, nella sala da bagno, o la lampada arco di Achille Castiglioni in una delle sale del ristorante. Entrare qui significa mettersi in ascolto, aprire il cuore e lasciarsi inondare dai sorrisi e dalla bontà dei piatti. Il pesce la fa da padrone e la freschezza esplode in bocca, un gusto sincero e porzioni più che generose, perchè come dice Patrizia da qui si deve andar via sazi. E direi che con 130gr di pasta più condimento, che è la loro porzione, di cento non si va via con il languorino, anzi si coprono ampiamente le calorie smaltite su e giù per i caruggi!

Il secondo posto da segnare in agenda, vista porto antico proprio sotto il Bigo, l’ascensore anch’esso progettato da Renzo Piano all’interno della riqualificazione dell’area portuale, è il ristorante I Tre Merli. Gli interni ricordano gli ex magazzini portuali, piccoli dettagli decorativi su ogni tavolo regalano personalità all’ambiente, Qui la cucina dello chef Salvatore Perrone, catapulta gli ospiti nei piatti della tradizione con un  guizzo e qualche contaminazione creativa: dalle trofie al pesto ai ravioli neri con ripieno di pesce, senza dimenticare la focaccia al formaggio che viene fatta nei forni tradizionali liguri. Per finire con stile l’insalata di frutta e verdure cotte a bassa temperatura in sciroppo di rose, con gelato al basilico oppure la panera, dolce tipico genovese del XIX sec. fatto con panna e caffè. Questo dolce non dolce, conquista il palato e si fa ricordare nel tempo.

Da non perdere le innumerevoli mostre in città, ancora fino a fine Maggio la suggestiva esposizione scientifica di Body Worlds. Immancabile la visita all’ Acquario di Genova. Per godere al meglio la visita è consigliabile andare nel tardo pomeriggio quando l’affluenza di gruppi e scolaresche è in fase di uscita, permettendo di visitare la struttura senza la ressa e ammirando un suggestivo panorama sulla grande terrazza esterna che ricorda il pontile di una nave.DSC_0315 DSC_0319 DSC_0326 DSC_0332 DSC_0335

Questa è stata la nostra Genova, quella vissuta, quella che abbiamo amato, ma soprattutto quella ricca di spunti belli che meritano poi di essere condivisi e personalizzati secondo il proprio stile. Ripensando a questa città e alle molte esperienze che si sono concentrate in un solo fine settimana, sento che sarà necessario preparare qualche altro articolo per farvela conoscere anche attraverso i suoi protagonisti, un po’ più da vicino.

Share & enjoy,

Barbara

 

 

 

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