Gavi. Patrimonio di cultura ed enogastronomia ancora da scoprire.


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Quando la passione per l’enogastronomia, la scoperta di nomi illustri che continuano a dare prestigio ad un territorio, la curiosità di scoprire aziende locali diventate di fama internazionale chiama, il Gavi risponde. Questa terra di confine, a cavallo tra la Liguria e il Piemonte è una delle mete più inusuali ad appena un’ora da Milano per regalarsi un fine settimana.

Per chi ama i luoghi ancora tutti da scoprire, le piccole chicche da consigliare agli amici  ecco allora cosa non perdere, così, giusto per cominciare.

Tra sport e storia – Museo dei Campionissimi a Novi Ligure

Nella bella città caratterizzata dalle facciate dipinte ad affresco, originarie del XVII quando la Repubblica di Genova elesse Novi Ligure sia come sede delle Fiere del Cambio, ha sede il Museo dei Campionissimi. Uno spazio dedicato a Fausto Coppi e Costante Girardengo che hanno avuto qui i natali, e ancora oggi celebrati e ricordati per le loro imprese sulle due ruote. Il museo appena fuori le mura del centro storico è il posto ideale dove partire per scoprire la città. All’interno oltre ad una nutrita collezione di biciclette, fino al mese scorso ospitava la mostra temporanea dei cappelli Borsalino. Un racconto attraverso l’immancabile commistione tra l’evoluzione della storia della bici e quella della storica azienda di cappelli, che ha reso celebre il Made in Italy grazie al mitico copricapo, celebre per esser diventato un’icona della cinematografia associato a personaggi del calibro di Fellini, Blues Brothers, Freddy Kruger e molti altri.

Gioielli a sorpresa – Collegiata di Santa Maria Maggiore

Questa chiesta che sorge lungo le mura di cinta della città, potrebbe passare inosservata al passaggio frettoloso, rischiando di perdersi l’inestimabile valore contenuto al suo interno.

L’ingresso è teatrale, accentuato dalla pesante tenda in velluto rosso da scostare prima che la vista si possa aprire all’interno. In una frazione di secondi lo stupore si disegna sulla bocca per l’originalità e la maestosità della scena del calvario riprodotta in legno scala 1:1 su una sorta di ammezzato nell’abside della navata centrale. Il fattore sorpresa lo si ha salendo i ripidi scalini che portano a tu per tu con i protagonisti di quest’opera. La vista da qui è decisamente impagabile, e l’idea di immaginare che da qui, fino al secolo scorso venivano celebrate le messe durante il periodo pasquale, accentua la suggestione e la forte spiritualità.

Meditazione tra i campi – Abbazia cistercense di Santa Maria di Rivalta

L’abbazia è come un piccolo gioiello che sorge nella campagna del tortonese. Le origini medievali sono ben evidenti negli interni dell’abside, che lasciano al visitatore il senso pieno dello stupore che prosegue nella sala capitolare, così chiamata perché qui si leggeva ogni giorno un “capitolo” della regola e vi si svolgeva la maggior parte delle assemblee dei monaci legate al funzionamento del monastero e della sua comunità. I successivi rimaneggiamenti non intaccano il fascino, ma contribuiscono a creare un legame storico economico da raccontare al visitatore che passa da qui.

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Architetture difensive – Castello di Pozzolo Formigaro

Il castello oggi residenza municipale, rivela già dalle sue fattezze l’origine militare del luogo. La vista è suggestiva e l’accesso gratuito permette di ammirarne la bellezza. La rocca sulla quale è stato eretto, era munita di ponte levatoio e pusterla, rimangono ncora intatte le scanalature dove venivano alloggiate le balestre. L’arco posteriore, che dà accesso al cortile, era protetto da una poderosa grata di ferro: la sede della cataratta è ben visibile sotto l’ogiva.
La botola al centro del voltone serviva ai difensori per salire, con scale retrattili, ai piani superiori, dopo aver alzato il ponte levatoio carraio e quello pedonale, e dopo aver calato la saracinesca; poteva avere anche la funzione di trabocchetto.

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Il piacere della scoperta – area archeologica di Libarna

Libarna era un’antica città romana sulla tratta consolare della via Postumia che collegava due grandi porti romani, quello di Genova e quello di Aquileia. La scoperta dell’antica città che oggi è giunta a noi, fu casuale. Risale esattamente al 1820 quando  i reperti videro la luce, durante i lavori della cosiddetta strada regia, l’odierna strada statale dei Giovi, destinata a collegare Genova a Torino. Oggi oltre ad una suggestiva area archeologica comprendente un anfiteatro, la composizione degli isolati dell’antica città, le terme, il foro e il teatro è possibile vivere questo luogo attraverso le diverse iniziative culturali e gastronomiche promosse da Libarna Arteventi.

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La conoscenza di questo territorio non passa solo dai luoghi storici e architettonici, ma anche attraverso le esperienze del gusto. Tra queste, gli appassionati di vino avranno modo di entrare in contatto a tu per tu con i produttori di Gavi, il bianco più esportato d’Italia. Tra le cantine da non perdere, oltre a le già raccontate La Raia e Villa Sparina, merita la segnalazione anche cantina La Bollina.

Per assicurarsi un tetto sopra la testa non c’è che l’imbarazzo della scelta. Nel centralissimo B&B Via Basso 11 è possibile alloggiare in una tipica casa di corte, dove i proprietari hanno ristrutturato con gusto e stile gli spazi, solleticando l’ospite ad indovinare la vecchia vita di oggetti ai quali è stata data una nuova funzione.

Se invece si vuole vivere l’esperienza di una dimora storica Relais Villa Pomela è da segnare in agenda. Immersa in un grande parco ci si sentirà avvolti in un’atmosfera di altri tempi, dove godersi qualche momento di relax dopo l’intensa visita sul territorio.

Per chi ama invece l’atmosfera agrichic Borgo Merlassino o La Raia sono da segnare in agenda. Qui un approfondimento, compresi anche alcuni preziosi indirizzi su dove mangiare. Ai suggerimenti presenti nell’articolo precedente, vanno aggiunte due new entry.

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Per colazione – Pasticceria Lasagna. Storica pasticceria della città specializzata nella torrefazione del caffè. Qui la fragranza dei chicchi appena tostati e della miscela nella tazzina va accompagnata all’olandesina, ossia una brioche piatta con la crema cotta. Per cocludere fate scorta di baci di dama e amaretti al pistacchio, tipica specialità di questa pasticceria. Per cena – St George. Birreria con cucina. Indirizzo d’obbligo per gli amanti della birra, che troveranno qui un’ampia selezione di birre locali, come l’imperdibile Pasturana ed altre selezioni di altissimo livello. Gli interni in perfetto stile brocantage e recupero creativo, creano una cornice perfetta per gustare i piatti forti come hamburger gourmet e il birramisù accompagnato da una birra alla spina alla frutta.

Share & enjoy,

Barbara

 

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