Hoi An. In Vietnam nella città delle lanterne

DSC_0352-1Viaggiare in Vietnam può richiedere una buona dose di pazienza e self control. Il traffico infinito di motorini in perenne andirivieni, il loro continuo suonare, i loro carichi impossibili e la combinazione caldo e umidità all’80%, mettono a dura prova anche il visitatore più preparato e paziente. Giungere così ad Hoi An, è come mettere piedi in una piccola oasi di pace.

Il centro storico è forse l’unico in tutto il Vietnam ad essere in buona parte pedonalizzato. Momento perfetto della giornata per arrivare è nel tardo pomeriggio, quando il sole cala e si rispecchia nel Thu Bon. Le semplici imbarcazioni fanno su e giù lentamente da una sponda all’altra caricando locali ma anche turisti e la quiete del caldo pomeriggio lascia spazio al brusio della prima serata. Le luci delle lanterne si accendono, ed è subito magia.

Passeggiando tra le stradine e i vicoli del centro storico,  si respira un’atmosfera incantata e quasi surreale. Gli edifici un po’ shabby, resistiti al passato si mescolano al moderno, mentre qui e là qualcuno ti invita ad entrare in una delle poche case tradizionali rimaste. Piccoli caffè si alternano a gallerie d’arte, negozi di souvenir agli edifici storici. Percorrendo la città da un’estremità all’altra, si ha modo di ammirarne gli opposti, sotto i diversi punti di vista: dal cibo, all’architettura alla vita sociale. Si passa dall’imperdibile e vivace mercato locale, ben suddiviso in categorie merceologiche dalle quali potreste essere risucchiati, fino ai moderni cafè e ristoranti situati nell’area più centrale che affaccia sul fiume.

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I contrasti sono un elemento caratterizzante di un viaggio in Vietnam. Duri, forti ma al tempo stesso veri. La città di Hoi An deve gli eleganti edifici storici per l’esser stata tra il XVI e XVII un importante centro di commercio, contaminata dalle influenze giapponesi, indiane ma anche europee per mano di olandesi e portoghesi. Data l’indiscutibile bellezza storico e culturale, nel 1999 è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e rientra negli 8 siti materiali e naturali protetti da questa istituzione in Vietnam.

L’accesso al centro storico è regolato da un biglietto d’accesso, che permette non solo di contribuire alla manutenzione di questo patrimonio, ma anche di entrare in diversi siti storico culturali che vanno dal Ponte Rosso coperto, templi fino ad alcune antiche abitazioni in legno con annessa l’attività commerciale. Entrare in una di esse è un’esperienza da non perdere, per ammirare ad esempio l’antica farmacia tra alambicchi, e antichi cassetti speziali e immaginando scene di vita quotidiane tra i misteriosi, per noi, preparati galenici.

Sul calar della sera il caldo si attenua, le lanterne ora rosa, ora blu, ora multicolor dalle dimensioni più svariate fanno bella mostra, incorniciando il paesaggio urbano, rendendo Hoi An una piccola perla vietnamita che non paga di quello che sa regalare, stupisce i suoi visitatori li ammalia con un’elegante musica in filodiffusione. E allora prima di fermarsi per un aperitivo, rigorosamente con una birra cittadina (Bia – birra in vietnamita – Hoi An) ci si può concedere un acquisto personalizzato tra lanterne e vestiti su misura. Ebbene si, basta scegliere la stoffa, il modello e in pochissime ore ci si può ritrovare con un outfit completamente personalizzato. Per le scarpe? Niente paura, anche queste potranno essere tailormade.

Informale o elegante a voi per una cena indimenticabile non c’è che l’imbarazzo della scelta. Nella nazione dove si mangia o si stuzzica in qualsiasi momento del giorno e della notte, dove lo street food la fa da padrona, dove le proprie norme igieniche sono, qui direi, diverse dalle nostre ma sempre capaci di dar vita ad un cibo appetitoso e anzi per dirla con le parole di Antony Bourdain “il vostro corpo non è un tempio, è un parco dei divertimenti. Godetevi la corsa”, mangiare locale è in cima della to do list del perfetto viaggiatore.

Ma non di solo street food o rustic style vive il Vietnam. In particolare è interessante capire anche il corso della nuova cucina e dell’ospitalità di lusso. Per vivere questa esperienza abbiamo provato il Faifo Cafè con le proposte firmate dallo chef Alexander Stapfer, all’interno dell’ Hotel Royal. Questa struttura aperta di recente appartenente alla divisione MGallery Collection si ispira date le storiche influenze francesi, all’Art Nouveau dei nostri cugini d’Oltralpe. Le camere perfette per un soggiorno romantico, o semplicemente stiloso, fanno venir subito voglia di replicare le idee d’arredo in casa propria. Bellissimi i grandi bauli come viaggiatori d’altri tempi, che decorano le camere rendendole speciali tra tendaggi raffinati e tocchi di design. Uno sguardo dalla finestra e l’incanto si replica. Una piscina nel cortile, finemente decorata con mosaici color ghiaccio, il gioco delle luci e delle ombre e un irresistibile profumo che sale dalle cucine vi attirerà in piscina per una cena indimenticabile. Impossibile resistere ai miei adorati fresh spring rolls, ad un piatto di morning glory, tipica verdura locale, così some la papaya salad e i noodles con verdure. Piatti semplici che lo chef, rende portata dopo portata sempre più interessanti grazie alla contaminazione tra le sue diverse esperienze.

Merita una visita anche la proprietà sorella e il ristorante all’interno del Mercure Hotel a pochi passi dal mare, in un ambiente sempre elegante ma sempre fresco e cordiale. Vere coccole di stile capaci di sorprendere, di ammaliarti in una nazione dove è lento il cambiamento, ma non per questo meno interessante e capace sempre di dare nuovi spunti sui quali riflettere per uscire dalle nostre convinzioni.

Durante la tappa di #vietnamswap l’esperienza legata al cibo è stata una costante interessante ed indimenticabile. Quello che più di ogni altra cosa mi ha stupito piacevolmente, è stata l’autenticità dei gusti che si trovano non solo tra gli imperdibili e fumosi banchetti di street food, ma anche in ristoranti che piano piano si stanno avvicinando verso una cucina capace di coniugare tradizione, bellezza e bontà. Cosa hanno in comune entrambe le esperienze? La quantità: state pur certi che alcune situazioni e scene vi riporteranno ad un déjà vu familiare!

Il viaggio attraverso le esperienze in Vietnam continua!

Share & enjoy,

Barbara

Un Commento:

  1. Mi avete fatto sognato questi durante questi 5 minuti di lettura. <3

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