Il Vietnam visto con gli occhi e il cuore di #travelswap

DSC_0125-1Ritornare e riprendere il ritmo dopo tre settimane in viaggio non è cosa semplice, e lo è ancor meno se oltre a doverti riprendere dal jet lag, devi tirar le fila delle cose che vuoi raccontare e condividere, ma alle quali devi dare un ordine logico.

Mentre da un lato il quaderno con gli appunti di viaggio mi osserva, dall’altro i mille pensieri scalpitano per avere il posto di protagonisti.

Allora inizio a raccontarvi di questa emozionante avventura, come si fa con gli amici, quelli che nonostante ti abbiano seguito sui social e magari inviato messaggi in tempo quasi reale, al ritorno ti chiedono: allora come è andato questo viaggio?

Viaggiare attraverso il Vietnam è stata una di quelle esperienze che non mi aspettavo. La preparazione di ogni edizione di Travel & Swap, è sempre così impegnativa da non lasciare il tempo neanche di dare uno sguardo alle previsioni del tempo che ti attendono una volta giunti a destinazione.

Così all’arrivo ad Ho Chi Minh City (ex Saigon) il caldo pari a 35° alle 8 di sera, un’umidità dell’80% e un traffico impazzito di motorini e altri mezzi creativi di trasporto ci danno il benvenuto. A posteriori possiamo dire che questi tre elementi hanno caratterizzato questo viaggio.

Muoversi per le strade delle aree urbane del Vietnam, non è semplice neanche per i locali. Tassisti, autisti e semplici guidatori sono messi a dura prova nella capacità di schivarsi. Forse una volta posato il mezzo a due ruote, qualcosa mi dice che possano andare a scuola circense, sezione equilibristi e funamboli! Ma in questo vorticoso traffico e rumore c’è un segreto: procedere a bassa velocità, mantenendo la tua traiettoria senza cambiamenti imprevisti. Che tu sia un pedone o un mezzo di trasporto seguendo questa regola implicita arriverai sano e salvo alla tua meta. Testato per voi!

DSC_0022-1Entrati nello spirito locale la cosa più bella che un visitatore può fare è quella di provare a lasciare da parte i propri retaggi immergendosi nella cultura locale. Prima tappa il mercato. In questi luoghi, certo non fatti per ricordare i tempi che furono, giocando sul finto povero o sugli elementi di riciclo chic, vedrete e sentirete odori che potrebbero toccarvi nel profondo. Seppur divisi per categorie merceologiche, per scovare i prodotti in vendita bisogna essere pronti ad attraversare angusti corridoi di merce, ed essere avvolti dall’immancabile odore del durian, passando per quello di gomma e materiali sintetici che si sprigionano da queste parti. La vista di una donnina dall’età che potrebbe essere quella della mia nonna, intenta a cucire scarpe che troverete in vendita a pochi euro sono cose che vanno vissute e sulle quali riflettere. Ma non si lascia un mercato senza aver attraversato i banchi del fresco. Pesci e carni di ogni tipo fanno bella mostra di sè. Mani laboriose con tagli chirurgici eviscerano di ogni su piani dove la pulizia è opinabile. Non adatto ai deboli di stomaco, ma noi lo abbiamo testato per voi!

Lasciate le grandi città questa nazione può sorprendere ed incantare con paesaggi ed incontri di rara bellezza. I colori dei vestiti, lo scorrere del tempo visto da un’altra prospettiva, le case fatte da quattro assi si legno messe assieme e il canto incessante dei galli da cortile, non possono non rapire il cuore una volta giunti nei piccoli villaggi delle minoranze etniche nei dintorni delle montagne di Sapa. I grandi sorrisi, gli occhi dallo sguardo vivace delle popolazioni Hmong e Dzao si intrecciano con i nostri. Osservatori silenziosi e curiosi al tempo stesso, siamo pronti a lasciarci incantare dal tempo che qui si è fermato. Testato per voi!

Nel paese la cui conformazione geografica, pare ricordare una “S” e dove la ricerca dello smoothie di mango migliore diventa una nuova e sana ossessione, una cosa o forse due mette tutti d’accordo sono il caffè vietnamita e il phò (zuppa di noodles in brodo che costituisce la colazione). Quello che è certo è che qui non avrete che l’imbarazzo nella scelta del cibo, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Qui troverete il vero street food. Chiedete solo alle vostre articolazioni un po’ di elasticità per sedervi sui minuscoli sgabelli, alla vostra mente di non ossessionarvi con i rimandi all’igiene e al vostro cuore di aprirsi. Basterà una birra per sciogliere ogni dubbio e lasciarsi andare, parola d’ordine bia (birra) Ogni città ha la sua Bia Saigon, Bia Hoian, Bia Hoi An. Testato per voi!

Ma questo viaggio è stato capace di farci conoscere anche il Vietnam che cura lo stile, attraverso dettagli, coccole e attenzioni; dall’alta ristorazione all’interno dell’hotel de L’Opera ad Hanoi fino al superlativo Pilgrimage Village, dove siamo stati accolti come narratori di viaggio e ideatori di #vietnamswap ma siamo andati via come amici. Essere non solo ospiti, ma addirittura ricevere da parte di molti di coloro che ci hanno conosciuto dei regali, come segno di apprezzamento, di apertura e di sinergia, rende questo viaggio un viaggio speciale.

Per raccontare questa avventura al meglio, vi lascio in attesa del prossimo appuntamento, mote avventure sono in attesa di essere raccontate!

Share & Enjoy,

Barbara

 

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  1. Pingback:Il Vietnam raccontato da Barbara Perrone | Vie del Gusto Blog

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