La dogana del buongusto. Una storia di passione tra cibo, vino e storia

DSC_0014A due passi dalle colonne di San Lorenzo,capaci di donare un’atmosfera d’altri tempi all’area, si giunge in viale Molino delle Armi. In questa zona, prima del giungere della sera, quando cambia veste si può leggere la quotidianità  tipica milanese. Basta osservare il via vai concitato di uomini e donne presi da un susseguirsi di azioni di work in progress, ascoltare le risate aperte dei giovani studenti rilassati ai primi tiepidi tramonti, o sorridere mentre si assiste a divertenti scene familiari, con gelati che scivolano, mentre passo dopo posso si arriva al civico 48.

Qui prestando attenzione, c’è un piccolo ingresso e un’insegna che non urla, non si fa notare, non è chiassosa come il resto attorno. Se si è pronti a lasciarsi il mondo convenzionale alle spalle basta varcare quella porticina, e come in Alice nel paese delle meraviglie vi porterà in un mondo magico. Benvenuti a La dogana del buongusto.

Non ci sarà il Cappellaio Matto a darvi il benvenuto, ma Niccolò che vi accompagnerà in un percorso ricco di storia, cultura e gusto. Basterà guardarvi attorno e se siete tra quelli che sanno cogliere i dettagli, ammirerete i mattoni a vista che in alcune parti della struttura risalgono al 1800. Dal piano terra dove è presente l’area dedicata alla vineria, che dà la possibilità ai curiosi di testare qualità e ricercatezza dei vini e del cibo senza l’impegno di una cena, si passa al piano inferiore.

Qui si può scegliere di dedicarsi la propria serata in uno dei diversi ambienti leggermente sfalsati tra di loro, di scegliere tra 150 etichette di vino guidati dai sommelier Nino e Marco, di poter spaziare da un menù milanese a quello finlandese e l’idea di sapere che questo spazio faceva parete del convento di San Lorenzo Maggiore darà un tocco in più.

Competere con l’offerta ristorativa e troppo spesso modaiola non è esercizio facile, ma La Dogana del Buongusto non ama le cose facili. Non strizza l’occhio con improbabili portate o abbinamenti creati ad hoc per far parlare, ma anzi mette nel menù le proprie passioni ed esperienze, con l‘obiettivo principale di dare, a chi decide di prendersi il tempo per una coccola si stile, cultura e conoscenza attraverso il giusto prezzo e qualità.

L’originalità delle proposte in menù milanesi/finlandesi non sono frutto di un capriccio ma bensì dell’unione di una passione e vita privata. Niccolò infatti ha il padre milanese e la mamma finlandese, da questo legame affettivo ne è nata una storia speciale, da gustare a tavola.

In questo percorso gustativo si viene viziati a partire dal cestino del pane. Almeno 5 varietà sfornate da Giovanni, papà di Niccolò, nella panetteria in Cadorna, che risultano perfette per accompagnare la selezione dei pesci affumicati. L’affumicatura viene fatta direttamente qui in alcuni giorni della settimana. La panna acida, le uova di Codregone e il pane tostato ai cereali, che accompagnano il lavarello, il salmone, la trota e gli altri pesci affumicati a freddo, vi faranno andare in brodo di giuggiole.

Dal piatto finlandese si può passare, senza paura alcuna, al risotto milanese con l’immancabile ossobuco e accompagnarsi ad un vino ad hoc servito al calice. Personalmente trovo impegnativi in termini di attenzione al gusto gli abbinamenti piatto/vino, ma qui devo dire che Niccolò mi ha stupito. Riuscire a tenere desta l’attenzione delle papille gustative non è cosa facile, ma qui ci sono riusciti. Merito di certo degli ottimi vini, ma anche della grande professionionalità d’abbinamento.

Come chiudere in bellezza? Non senza un dolce, ovviamente.

Se giunti a quest punto vi sarà venuta voglia, vi lascio con una nota in perfetto stile soulsharing: oggi 16 Aprile dalle 18.30, ci sarà la possibilità di effettuare una degustazione gratuita guidata dei vini Umani Ronchi

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Io sarò in prima linea per conoscere, imparare, raccontare e condividere questo piccolo angolo di milano che merita di essere conosciuto. Ci vediamo qui?

Share & Enjoy,

Barbara

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