Lione gourmet. Destinazione perfetta per foodlovers e non solo

DSC_0017-1Tra tutte le arti a Lione, quella del bel vivere è la più conosciuta. Cultura, eventi, spettacoli, arte ma soprattutto gastronomia, tanto da poter vantare 4.000 ristoranti di cui 15 insigniti della Stella Michelin.

Sarà l’innato gusto francese, sarà quell’eleganza non formale oppure saranno le influenze di Paul Bocuse, uno dei padri ideatori della “nouvelle cousine” e che nel 2015 ha festeggiato il mantenimento per 50 anni consecutivi delle 3 Stelle Michelin, qualsiasi sia la ragione, Lione è una città perfetta per gli appassionati di cibo e gastronomia. Molteplici proposte per tutti i gusti e per tutti i budget, capaci di spaziare dalla cucina tradizionale a quella stellata scoprendo la gioia di vivere e vere e proprie esperienze gastronomiche.

Destinazione perfetta per un weekend, si raggiunge comodamente in treno grazie al Voyages- Sncf Tgv, con partenze due volte al giorno da Milano Porta Garibaldi. In 5 ore di treno ci si ritroverà da un cuore all’altro di una nuova città.

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E allora cosa non perdersi in una 24/48 ore lionese dedicata ad un personalissimo food tour? Ecco un’idea da segnare in agenda!

ore 8.30 imperdibile petit dejeuner, ossia la colazione, in una delle panetterie più antiche di Francia, Paul. Qui lo sguardo e la gola vengono catturati alla vista di fragranti baguette, svariate tipologie di pane ai millemila cereali per proseguire poi con l’immancabile pain ou chocolat, croissant di varia natura e imperdibili tartellette. Qualsiasi sarà la scelta, sarà quella giusta da gustare all’interno di una delle varie panetterie, oppure da portar via con un caffè nero bollente per consumare una colazione / pic-nic lungo le sponde della Saona.

ore 9.30 come la più classica delle abitudini lionesi, una passeggiata al mercato lungo il fiume è imperdibile. L’atmosfera qui è frizzante grazie alla presenza dei piccoli produttori e presidi food locali che lo animano, con un tripudio di colori regalati dai tanti prodotti esposti. Dalla frutta, alla verdura fino agli immancabili bouquet floreali, tutto è pieno di colore e di grazia nell’esposizione. Per essere in pieno stile lionese, non fatevi mancare una cesta in vimini per la spesa!

ore 10.30 dal mercato alla vecchia Lione, il passo è breve. Basterà attraversare il ponte del palazzo della giustizia, perdersi tra le vecchie viuzze di Saint Jean e Saint George e i numerosi traboules, ossia dei passaggi segreti all’interno degli antichi palazzi, prima di prendere la cremagliera che porta fino al punto più alto. Una volta giunti in cima, ai piedi della suggestiva basilica di Notre-Dame de Fourvière si aprirà una vista super panoramica sulla città.

 

ore 13.00 pranzo con stile al Cafè- Epicerie dell’hotel Cour des Loges. Una sosta qui, seduti per un pranzo in pieno stile francese, significa entrare nello spirito della città. Durante la bella stagione il caffè/ristorante si apre sulla stradina del centro storico, con i suoi tavoli all’aperto dove gustare i piatti dello chef Anthony Bonnet. Imperdibile il salmone in barattolo o il fois gras in crosta. Un modo semplice ed informale per avvicinarsi all’alta gastronomia francese. Se l’esperienza vi avrà stuzzicato, le diverse iniziative di cooking class e pranzo con lo chef, proposte nel ristorante interno La Petite Lodge, saranno un valido pretesto per riprogrammare un nuovo ritorno in città. Un consiglio: prima o dopo pranzo trovate il tempo per fare una visita delle aree comuni dell’hotel, piccolo gioiello di città/castello ispirato al rinascimento italiano, perchè se sarete fortunati potreste incontrare in reception, Gerard Ravet il vincitore della Chiave d’Oro lionese, ambito premio dedicato all’ospitalità francese.

ore 15.30 alla scoperta della Lione contemporanea nel quartiere Confluence. Che siate appassionati o no di architettura contemporanea, riqualificazione industriale o urbanistica, questa è una zona da non perdere, anche se si viene per la prima volta a Lione. Brillante, vivace, entusiasmante, semplicemente bella così è per me questa zona. Che la si guardi dal fiume, navigando la Saona, o giungendo via terra con il comodo tram che dal centro giunge qui, appena si arriva l’esclamazione da wow factor è incontenibile, seguito da un “voglio vivere così”. L’energia di un nuovo corso della città si concentra qui, tra il Museo della Confluenza aperto nel Dicembre 2015 e che da solo merita una visita di 3/4 di giornata, le nuove costruzioni che giocano con i volumi e i colori, oppure facciate che ricordano i container, portando così la memoria di quel che era questo posto, ovvero un punto di attracco di navi mercantili. E se un briciolo di stanchezza potrebbe farsi sentire, fate un salto all’interno del polo commerciale Confluence, uscite su uno dei numerosi rooftop, impigritevi sulle comode panchine, rilassatevi ammirando il paesaggio circostante e se volete fare un po’ di invidia positiva a chi è rimasto a casa, fatevi una foto e condividetela in real time! La connessione wifi è immediata e gratuita, perfetta per viaggiatori 2.0.

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ore 17.00 shopping food souvenir. Mai lasciare una città, ancor più una destinazione gourmand, senza mettere in valigia qualcosa che la rappresenti. Non si può andar via da qui, senza esser passati da Les Halles di Paul Bocuse. Una food court dove perdersi tra mille delicatessen che spaziano dal dolce al salato, eccellenze del gusto e della bellezza estetica. Un luogo di incontro e di quotidianità semplicemente ricercato, dove passeggiando all’interno osservando venditori e acquirenti, facendovi tentare dalle numerose proposte da assaggiare, capirete perchè i francesi sono proprio così naturalmente chic e perchè la nouvelle cousine non poteva nascere che qui.

ore 20.30 cena nel ristorante di Jeremy Galvan. Come concludere al meglio una giornata da sogno? Varcando la soglia di questo piccolo ed intimo ristorante, appena una ventina di posti, rinnovato da qualche mese. Lui è un giovane chef lionese, che lo scorso giugno è stato ospite al Taste of Milano, portando in Italia il suo gusto, la sua tecnica e la sua bravura. Lui che fin da piccolo cominciò ad appassionarsi alla buona cucina, seguendo gli insegnamenti dei nonni, oggi riconosce come spinta fondamentale quella data da Paul Bocuse alla gastronomia, al riconoscimento del ruolo di chi lavora in cucina e al tempo stesso all’espressione di una certa sensibilità nel presentare il piatto stesso. Qui potrete degustare una cucina che lui definisce “d’istinto”, perchè è il prodotto che stimola la creazione del piatto e al tempo stesso suggerisce degli utilizzi non studiati. Composizioni nel piatto, che devono sedurre e far innamorare, con quella nota di eleganza e gusto. Un mondo che trae origine e ispira il giovane chef partendo dalla natura, l’arte e ovviamente i prodotti stessi.

Non importa cosa sceglierete, se il menù guidato da sei portate o quello a la carte, lo chef e il suo staff sapranno stupirvi e deliziarvi, riportandovi indietro nel tempo attraverso un gusto dimenticato in stretta armonia con delle presentazioni capaci portata dopo portata di sorprendere, rivelando l’ecletticità di un  apparente timido chef!

Share & enjoy,

Barbara

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