MiTo6Mosse – Viaggiare a Milano

Qual è il vostro numero perfetto? Per me è il 10! A conferma di quanto per me sia speciale questo numero, qualche tempo fa ho ricevuto un invito inaspettato dagli ormai amici di Open. More than books di Milano, per presentare l’ultimo appuntamento di MITO6MOSSE. Cos’è questa iniziativa? L’idea è nata dalla sinergia tra il famoso e prestigioso Circolo dei lettori di Torino e Open, con l’obiettivo di raccontare dal vivo e via twitter le rispettive città durante 6 appuntamenti. Da qui l’acronimo MITO6MOSSE, che attorno un argomento specifico per ogni serata, dal cibo alla musica, passando per gli spazi verdi fino ad arrivare al viaggio (viaggiare a Milano) dell’ultimo incontro si pone di raccontare e far scoprire in modo non convenzionale queste due affascinanti città.

Senza negare un pizzico di emozione e di tensione, visti i nomi noti e illustri che mi hanno preceduta, ho deciso di sviluppare il tema della serata a mio modo, ossia attraverso un percorso virtuale che parte dal luogo di arrivo in città per eccellenza, la stazione centrale che snodandosi nel quartiere Lazzaretto (tra stazione centrale, viale Tunisia e corso Buenos Aires) e passando per viale Piave giunge fino alla fine di viale Montenero, ossia la sede di Open! Prima però di far diventare la passeggiata virtuale, l’ho testata personalmente. Volevo raccontare il senso del viaggio attraverso due possibili sguardi. Quello di chi vive a Milano, che senza muoversi dalla città vuole scoprire culture differenti e, quello che un visitatore dovrebbe vedere (in questo percorso) per comprendere lo spirito della città. Partendo dalla stazione centrale gioiello dell’architettura di passaggio tra l’eclettismo, il liberty e il razionalismo fascista italiano, inaugurata nel 1931. La funzione di questo posto era quello di accogliere i viaggiatori eleganti, per questo motivo già da allora erano molti i servizi dedicati ad essi, così come i molti prestigiosi alberghi che nacquero da lì in poi attorno all’area. Questo posto riserva al suo interno dei dettagli che lasciano senza fiato come il salone della biglietteria, ossia il corridoio che collega i 22 binari. Qui fanno bella mostra di sè le lampade decò in stile giapponese nonchè le splendide vedute mosaicate delle città di Milano, Firenze, Torino e Roma.

Ma per essere viaggiatori contemporanei e muoversi velocemente, c’è il servizio di Clear Channel, Bikemi dedicato al bike sharing. Liberiamo così le biciclette dalle rastrelliere e muovendoci in sicurezza sulla nuova pista ciclabile di via Vittor Pisani e nelle strade più a dimensione di quartiere, lasciandosi alle spalle la stazione centrale, si imbocca via Napo Torriani che conduce davanti al singolare Santuario di San Camillo in stile neogotico nordico e situato nell’omonima piazza.DSC_0035-1 Da qui pochi passi ci separano dall’inizio di un viaggio tutto speciale.

Russia. Tra scritte incomprensibili in cirillico, prodotti dei quali non si conosce l’esistenza e un’atmosfera non ordinaria, si giunge da Kalinka. Piccolo market russo dove all’interno è possibile trovare dai souvenir, alla letteratura, passando alle creme di bellezza fino al giungere al food market. Dall’immancabile vodka fino a varie tipologie di salsicce e caviale, senza tralasciare caramelle e biscotti, che a dispetto di qualsiasi preconcetto sono decisamente piacevoli e gustosi. Un luogo perfetto per prendere spunto ed organizzare una cena insolita.

Si continua facendo zig zag tra le strade per ammirare l’espressione massima dello stile liberty a Milano attraverso Villino Calabresi, Villino Hoelpi, Casa Doninzelli e Casa Dumont per finire con casa Felisari (1910) all’angolo tra via Settembrini 11 e via Boscovich che rappresenta la conclusione dell’esperienza liberty a Milano. 

Corea. Varcare la soglia del ristorante Hana non significa solo avvicinarsi alla poco conosciuta cucina coreana, per la quale potrei spendere parole di lodi, non solo verso il cibo ma anche verso le persone di questa nazione, ma anche in uno dei posti cult per gli appassionati di design e designer moderni. Tutto questo perchè tra noodles e l’immancabile kimchi (cavolo fermentato) la disposizione della struttura e buona parte degli arredi portano la firma del famoso designer Achille Castiglioni. Credo che questo basti per farci un salto!

Giappone. Agli appassionati di Manga giapponesi e modellismo, Yamato è un indirizzo  noto. Per chi invece vuole capire cosa rappresentano fumetti, cartoni animati nipponici, serie televisive, oggetti di modellismo e qualche vestito e accessorio da cosplay è un posto da vistare. Per un regalo divertente ed originale per chi è nato negli anni ’70, o giù di lì,  non potrà non volere e sorridere all’idea di indossare una maglietta di Lupin o Goldrake e visto il periodo magari ci scappa pure un simpatico regalo di Natale!

Africa. Il Red Cafè, come recita lo stesso nome, è rosso. Un mix perfetto ed equilibrato fatto di contaminazioni culturali nell’arredo: dalle poltroncine di recupero, alle statuette africane, passando fino a dei tessuti africani. Qui vale la pena fermarsi per un caffè per apprezzare il sorriso dei frequentatori, magari scambiare quattro chiacchiere e comprendere qualcosa più da vicino di una cultura tanto affascinante quanto difficile da comprendere pienamente all’interno di un’area metropolitana.

Milano – arte. Spazio Oberdan è uno spazio che è crocevia d’arte. Qui eventi, manifestazioni ed esposizioni si alternano ciclicamente, ad accesso gratuito. Non poca cosa per stimolare e solleticare riflessioni, pensiero critico o anche semplicemente sorridere grazie agli stimoli degli artisti contemporanei. Perchè finita la passeggiata all’interno del mondo in un quartiere, si scopre cosa Milano vuole raccontare attraverso queste esperienze.

Milano – food. Pavè è una pasticceria tutta speciale nel cuore del quartiere del Lazzaretto. Qui come mi racconta Luca, uno dei tre soci fondatori che tre anni fa ha dato vita a questo posto è la sintesi di una passione e un grande sogno: quello di lavorare con passione e fare la colazione più buona di Milano. Entrando qui la prima impressione si respira una fusione di stili e di esperienze, e questa sensazione viene confermata dopo qualche chiacchiera. I tre soci infatti sono giunti a dare alla luce questa creatura dopo diversi anni di lavoro all’estero e ora giorno dopo giorno si impegnano ad offrire un prodotto da ricordare. Materie prime semplici e ricercate, voglia di lavorare e divertirsi al tempo stesso, pochi formalismi ma tanta professionalità. L’arredo di recupero, il mezzanino e la cucina a vista fanno di questo luogo un posto dove staccare la spina, prendersi il proprio tempo e chiacchierare con qualche avventore del posto. Se capitate da queste parti la domenica mattina, per una colazione, preparatevi, meravigliatevi e stupitevi ancora una volta su come un posto sia capace di attirare così tante persone.

Milano – artigianato. Dadò è uno spazio nato da una giovane artigiana appassionata di sartoria e complementi d’arredo vintage. Impossibile non notare il suo spazio, la sua vetrina aperta al mondo. Sul fondo del piccolo locale laboratorio brillano colorate enormi bobine di cotoni colorati, circondati dagli strumenti del mestieri. Nell’area d’ingresso invece una selezione di abbigliamento vintage mescolato con oggetti dell’epoca come un tritacarne, giochi o complementi d’arredo del secolo appena passato. Questo minuscolo luogo racconta una storia d’artigianato che non scompare, ma si modifica, si trasforma senza perderne l’essenza fatta di conoscenza con il cliente, tempo da dedicare e personalità e ascolto.

Milano – lifestyle. Riad food garden, è la creatura di due soci e con Laura ho il piacere di scambiarci quattro chiacchiere ed innamorandomi definitivamente di questo posto. Già dall’esterno è un posto che sembra volerti abbracciare, non solo fiori ma anche un aforisma che recita che la felicità è uno stile di vita. Fase 1 del mio innamoramento. All’interno sfumature del bianco e nero, toni naturali e profumo di natura. Le fresie sul tavolo, mentre sulla mensola a parete delle ceramiche di Grottaglie a stretto contatto con quelle danesi, fanno bella mostra di sè. Un arco in stile moresco ci riporta al mondo arabo, che come mi racconta Laura va oltre quello che noi conosciamo, ossia il multicolor. Viaggiatrice e appassionata di design, da sempre alla ricerca di uno stile armonioso, in questo posto aperto da appena un mese ha messo tutti i suoi sogni e un “cambio vita”. Perchè Riad? Semplicemente perchè con questo termine si intende anche un certo stile di ospitalità! Per me è coccole di stile puro!

Milano – cultura. Open. More than books. Appena un mese fa questo luogo che è una fusione perfetta tra una libreria, uno spazio eventi e un co-working ha festeggiato il primo compleanno. Qui io mi sento come a casa, sarà anche per quegli arredi di Lago Design capaci di unire linee moderne con tocchi di morbidezza, oppure sarà per le persone? Di fatto credo che sia l’insieme! Sono certa che in questa passeggiata testata personalmente, andrebbero inseriti altri nomi, ma è pur vero che un viaggio è sempre l’inizio di nuove storie e conoscenze. Quindi, chissà che presto non si possa ritornare su questi luoghi e continuando ad interrogarci sul significato di Viaggiare a Milano.

Share & enjoy, Barbara

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