Novara. Terra di poetici paesaggi, eleganti dimore e beni Unesco

DSC_0097Il primo weekend di Settembre è passato e con esso il secondo appuntamento che ci ha portato a bordo di BMWi3, l’elettrica 100% della casa automobilistica tedesca, per raccontare il territorio di Novara.

Dopo la prima tappa di Varese, questa volta abbiamo fatto un salto al di là dei confini regionali, oltre la Valle del Ticino, per scoprire quel paesaggio definito dallo scrittore Sebastiano Vassalli il mare a quadretti. In primavera qui i campi cambiano volto. Con l’inizio della piantumazione del riso, la terra asciutta lascia spazio all’acqua. I campi irrigati, gonfi di acqua e i canali che demarcano le varie aree, diventano cornici di un’opera d’arte creata tra uomo e natura che ha ispirato poeti, pittori e non solo, nell’attesa di veder spuntare i primi frutti della terra.

Raggiungiamo questo angolo di Piemonte, decidendo di non percorrere l’autostrada per lasciarci sorprendere dal paesaggio e tra le funzioni di guida Confort, EcoPro ed  EcoPro+, scegliamo quest’ultima. Per questo stile di guida, il computer di bordo limita la velocità dell’auto a massimo 90km, consentendo di avere una maggiore autonomia nel chilometraggio. Anche perchè a ben pensare, le strade urbane non permetterebbero velocità maggiore. Start, inizia il weekend avvolti dal super confort delle sedute, scegliamo la nostra musica preferita sulle stazioni DAB (digital audio broadcasting) radio, impostiamo il navigatore per saper i punti di ricarica elettrica durante il nostro percorso e acceleriamo senza far nessun rumore. Non è un ossimoro, ma pura realtà.

In questa parte di Piemonte dove la storia, le tracce sabaude e della nobiltà piemontese convivono con  quelle rurali, legate alle risaie e all’immagine delle mondine nei campi di riso, o a quella ancor più nota del film Riso Amaro di Silvana Mangano, si può scegliere in un unico weekend di vivere un concentrato di esperienze.

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La prima tappa che inseriamo nel navigatore è Oleggio Castello, un piccolo borgo all’interno del quale il Castello Dal Pozzo è il re della scena. Il romantico castello risalente al XVIII secolo fu originalmente costruito come fortino dalla famiglia Visconti, in seguito avuto in eredità dalla famiglia Dal Pozzo che lo abita da sei generazioni. Decorato con lampadari di cristallo, tessuti sontuosi e opere d’arte, da più di 20 anni ha riconvertito alcuni spazi, trasformandoli da residenza strettamente privata, ad una aperta al pubblico. Gli alti standard dell’ospitalità fanno di questo posto un luogo da sogno non solo per un evento speciale, ma anche per concedersi un momento per respirare bellezza.

Che sia un weekend, una cena firmata dallo chef Enrico Bazzanella o una serata informale come un barbeque al castello, questo posto una volta scoperto diventa un luogo del cuore. Fosse anche per un caffè lontano dalla folla dei luoghi più noti del Lago Maggiore.

L’eleganza si mescola sapientemente con l’innovazione e un’attenzione al cliente capace di vedere oltre, tanto da essere un elettricar friendly hotel, ossia uno dei pochissimi in Italia ad avere un posto auto con presa di ricarica. Così mentre noi gustiamo i piatti in menù ispirati a quelli dei ricordi a tavola del Marchese Dal Pozzo, anche la nostra BMWi3 fa il pieno di energia!

Riprendendo da qui la strada, curviamo tra le bellezze del paesaggio. Tappa d’obbligo è il borgo di Arona, il cui nome con origini celtiche significa monte sull’acqua: non a caso sul monte San Carlo che affaccia sul lago, tra il 1614 e il 1697 fu eretto il Colosso di San Carlo. Questa statua, alta circa 35 metri (23,40 m la statua e 11,70 m il basamento) e soprannominata il Sancarlone, domina il lago Maggiore con la sua altezza, e si inserisce nell’elenco delle 70 statue più alte al mondo.

Lasciato il Lago Maggiore si giunge al Lago d’Orta, caratterizzato da tre elementi interessanti:

° Sacro Monte di Orta, inserito anch’esso come quello di Varese all’interno del circuito dei beni Unesco, che si caratterizza nell’essere il solo dedicato alla vita di una santo. Le 20 cappelle votive raccontano, con delle statue all’interno disposte centralmente come in un fermo immagine teatrale, la vita di San Francesco. Da qui percorrendo le suggestive stradine e il paesaggio dall’alto si arriva nel centro pedonale del borgo di Orta San Giulio.

° Isola di San Giulio, ad appena 400 metri dalla riva, è un fazzoletto di terra raggiungibile con un piccolo battello. Un tratto di pochi minuti quasi a pelo d’acqua, che regala punti di vista differenti sull’isola dominata dall’ex seminario, costruito nel 1844 sulle rovine del castello. Oggi questo luogo ospita il convento di suore benedettine di clausura Monastero Mater Ecclesiae. Prima di ritornare sulla terraferma, merita una visita anche la Basilica di San Giulio, il più importante monumento romanico del novarese

° Villa Crespi. Una struttura architettonica che non passa inosservata quando si arriva e quando si va via da questo posto. Le origini di Villa Crespi risalgono al 1879 e rappresentano la realizzazione del sogno del facoltoso industriale cotoniero Cristoforo Benigno Crespi che volle trasportare il fascino di Baghdad nel suo amato lago d’Orta. I tocchi e l’ambientazione mediorentale più unica che rara, dominata da stucchi ed intarsi arabeggianti ha dato vita ad un capolavoro in stile moresco-eclettico in grado di lasciare ancora oggi senza fiato i visitatori. A partire dal 1999, in seguito ad un’accurata ristrutturazione, Cinzia ed Antonino Cannavacciuolo le restituirono il suo carattere mediorientale, rendendola un punto di riferimento per l’ospitalità all’italiana ed un tempio alla cucina e al buon gusto.

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La lungimiranza di quello che oggi è uno tra gli chef più amati di Masterchef, l’ha portato ad aprire, nel pieno centro di Novara il Cannavacciulo Bistrò & Cafè. Un posto talmente bello ed esperenziale, da meritare un racconto a sè.

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Se l’obiettivo dello chef e del suo team era quello di avvicinare il grande pubblico ad un primo step dell’alta cucina, andando a rompere quei timori o clichè, qui ci è riuscito. Dalla scelta delle divise non divise dei camerieri in sala, allo stile dell’interior design, per giungere alla carta menù capace di dialogare e fondere la storia dello chef con quella del territorio, alle due cucine a vista una per il caffè e l’altra per il bistrot, tutto si inserisce in un quadro di piacere per gli occhi, il palato e il cuore.

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Come sempre un territorio ha le sue unicità di persone, luoghi e paesaggi. A Novara oltre ai diversi percorsi architettonici antonelliani, l’architetto famoso per aver costruito la Mole di Torino, non si può bisogna andar via senza aver visto da vicino una riseria.

A Vespolate si arriva percorrendo una strada provinciale ricca di campi di riso. Mentre si percorrono queste strade con la nostra elettric car, ci si gode il silenzio, quel camouflage sonoro con il vento. Il poco traffico, qualche semaforo qui e là creano le condizioni favorevoli, insieme all’attenzione verso i suggerimenti di guida del computer di bordo, che ci permettono di arrivare a destinazione con un consumo chilometrico della metà rispetto a quello effettivamente percorso.

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L’arrivo in Cascina Fornace, sede dell’azienda Riso Rizzotti apre un mondo su questo cereale. Il top della produzione è il riso Artiglio  che è una peculiarità della produzione di casa Rizzotti. Varietà di nuovissima creazione e di qualità extra, appartenente alla famiglia degli Indica caratterizzata da un chicco stretto e lungo. Perfetto per sushi e come riso di accompagnamento. Una degustazione verticale per comprendere questo prodotto, tra le altre varietà coltivate e lavorate, è altamente consigliata e, visto il costo super competitivo è bene non lasciarsi sfuggire uno shopping di super qualità.

Share & enjoy,

Barbara

2 Comments:

  1. Cassiano Dal Pozzo

    coinvolto ed elettrizzato da Barbara e BMW 3

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