Patrimonio portoghese. Obidos, borgo letterario e destinazione Unesco

dsc_0148Se Dostoevskij affermava che la bellezza salverà il mondo, l’Unesco dal 1972 si impegna a riconoscerla e a tutelarla attraverso i patrimoni materiali e immateriali nel mondo. Dei 27 paesi con beni architettonici e culturali sotto la protezione della commissione internazionale, il Portogallo si classifica al 18° posto con 15 siti riconosciuti Unesco. Quattro di essi Monastero di Batalha (1983), Monastero di Alcobaça (1989) e l’ Università di Coimbra – Alta e Sofia (2013) si trovano nella regione del Centro del Portogallo, insieme al borgo/fortezza medievale di Obidos città letteraria,  insignita nel 2015 del titolo di patrimonio Unesco tra le città creative.

Viaggiare in macchina attraverso il Portogallo, ed in particolare in questa regione, è un’esperienza nell’esperienza. La scarsità di traffico, le strade perfettamente mantenute, l’assenza di cartellonistica pubblicitaria che deturpa il paesaggio, facendolo godere anche durante la guida, le fortezze e castelli arroccati qui e là rendono la marcia una continua sorpresa. E Obidos ne rappresenta una. Il piccolo borgo medievale della città, abitato da appena 100 persone, con le sue mura merlate, la torre e il castello, fa bella mostra di sé già giungendo dall’autostrada atlantica. Varcare l’ingresso principale di Porta da Vila è come fare un salto in un luogo che ha saputo da un lato mantenere integro il fascino di un tempo, mentre dall’altro ha saputo rivitalizzare e dare nuove opportunità alla comunità attraverso la sfida lanciata dalla municipalità, e puntando tutto sulla cultura. Per capire il ruolo che ha giocato in passato questo sito, la prima cosa da fare è salire sulle mura, qualche passo basterà per avere un colpo d’occhio dall’alto. Si rimane ammaliati dall’armonia d’insieme e dalle caratteristiche casette bianche demarcate sul perimetro della proprietà da strisce di differenti colori. Tra storia e leggenda parrebbero poter raccontare le origini della proprietà di chi le abitava: giallo per le persone comuni, rosso per la nobiltà, blu per le cariche pubbliche e nero per le cariche religiose.

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Scoprire l’animo letterario di Obidos, non solo è bello ma anche divertente. Tre sono i luoghi riconvertiti in grandi librerie, ognuno con una propria ben definita personalità. Attigua alla Pousada Castelo, prima struttura ricettiva in luogo storico, si trova la Libreria di Santiago situata nell’omonima chiesa di San Tiago. Questa libreria presenta una ricca proposta di libri freschi di stampa con particolare attenzione alle monografie e libri fotografici. Interessante la struttura che li accoglie: oltre ad essere mobile, per non intaccare il luogo, si sviluppa attraverso una serie di curve quasi ad essere un abbraccio che invita a fermarsi  nell’interno.

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La seconda libreria di questo progetto è la Libreria del Mercato. Situata nell’ex sede dei pompieri, in questo spazio si possono trovare libri di seconda mano di ogni genere mentre si può degustare qualche prodotto del distretto agricolo di Obidos. Le cassette della frutta che fanno da scaffali per i libri in vendita, danno il giusto richiamo al tema sviluppato, quello agricolo.

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Terza ed ultima libreria del progetto è Libreria de AdegaEspaço O. Appena poco fuori le mura di Porta da Vila, inserita in una corte all’interno della quale si trovano nuove startup e uno spazio di coworking, questa libreria riprende nelle scaffalature, fatte con le cassette delle bottiglie di vino, l’origine del luogo, ossia una cantina di vino. Qui ci si può fermare per una birra locale, come un’immancabile Sagres o per prender parte ad una delle numerose iniziative proposte dallo spazio. Andare via da Obidos è cosa difficile, ma è quasi impossibile se si pensa di andare via a mani vuote. Tra cultura e letteratura meritano lo spazio in valigia i Macarons di Obidos, un progetto di una giovane startup, che riprendendo il celebre dolce francese lo personalizza attraverso sei ganache fatte con prodotti tipici territoriali: ginjinha di Obidos; Pera Rocha di Oeste; Aguardente di Lourina; Cioccolato di Obidos; Mela di Alcobaca; Licoroso di Bombarral.

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Sulla Rua Direta non mancherà di imbattersi nel caffè, biscotteria con forno a vista Capinha D’Obidos, con produzione tradizionale e a vista di dolci e biscotti tradizionali. Qui si sforna di continuo e il profumo che si diffonde per il borgo ne è la prova, le dimensioni dei dolci ricordano bene la generosità di questa terra e le relative porzioni! Dal cibo al liquore il passo è veramente breve. Basterà attraversare la strada per immergersi nel piccolo mondo di Ubn Errik Rex e della sua surreale locanda, all’interno della quale si serve la ginjia da lui prodotta, più buona di sempre.

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Infine tra stradine, botteghe d’artigianato e luoghi storici nella lista dei posticini da non perdere rientrano The Literary Man – hotel con uno spazio caffè aperto anche al pubblico dove concedersi una pausa circondati da parete piene zeppe di libri, eleganti poltrone di inizio secolo, mixate a tavoli di recupero, che colpiscono nel segno per l’armonia dell’insolito ma ben riuscito accostamento.

Andar via da qui diventa difficile, ma altre bellezze della regione meritano di essere ancora scoperte!

Share & enjoy,

Barbara

3 Comments:

  1. Cara Barbara
    O artigo está espectacular! Parabéns ao Sr. Davide pelas magníficas fotografias e parabéns a si pelo texto.

    Um abraço
    Sérgio da Costa
    ARPT Centro de Portugal

    • Obrigata Sergio, per le belle parole!

      Non vediamo l’ora di ritornare nel Centro de Portugal, perchè ha davvero tanto da raccontare.

      Grazie di cuore,

      Barbara

  2. Pingback:#Milanoinverticale: chi ci sarà? -parte due- Viaggevolmente

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