Piemonte. Peperò, colori e sapori di una sagra storica.

DSC_0178A Carmagnola sono trascorse 67 estati da quella prima edizione della Sagra del Peperone, ideata dalla visionarietà di un lungimirante uomo alla guida dell’amministrazione cittadina. Quando lo slowliving, il km0 e le varie valorizzazioni di prodotti territoriali non erano di moda, nè tantomeno facevano tendenza, perchè erano elementi del normale vivere quotidiano,  quest’uomo carmagnolese intuì l’importanza di celebrare un prodotto di qualità e le fatiche contadine, che nell’agricoltura conserva la sua storia e le sue radici.

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Edizione dopo edizione, mentre il mondo e le abitudini cambiavano, dal 1949 il rito e la crescita della Sagra del Peperone si è continuata a riconfermare. Un’esperienza alla quale prender parte per conoscere e gustare le quattro qualità di peperone: corno di bue che è presidio slow food, quadrato, trottola e tomaticot. La città per 10 giorni, quest’anno dal 26 agosto al 4 settembre, trasforma le sue vie e piazze in luoghi del gusto, dove scoprire sia ricette tradizionali che piccole prove di sperimentazione a base peperone. La Piazza dei Sapori è certamente la più gettonata, sia per la presenza del prodotto principe ma anche per l’alternarsi di stand di eccellenze carmagnolesi o piemontesi. Si sceglie secondo le proprie preferenze qui e là e ci si accomoda un po’ stile socialtable per gustare quanto scelto. Che sia chiaro, non bisogna farsi mancare una birra. Imperdibili le diverse artigianali presenti in manifestazione, partendo dal birrificio cittadino Have a Nice Trip (nome che conquista ogni viaggiatore), passando per Point Madness e arrivando a dove Giorgio e il suo team di Grado Plato, nel 2010 si sono visti assegnare il premio con la Chocarrubica, come miglior birra al mondo.

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Passeggiando di piazza in piazza alla scoperta di sapori e storie da conoscere, la città regala splendidi scorci dell’architettura del passato. Dall’anno mille in poi, datazione di origine di Carmagnola con il suo Castello oggi sede del comune, seguendo un percorso storico-urbanistico attraverso il quale qui si sono avvicendati i marchesi di Saluzzo prima e la famiglia sabauda poi, rimangono le tracce di palazzi dalle facciate dipinte che si susseguono con stile a quelle di cui se ne sono perse le tracce.  Al tempo stesso scoprire realtà museali come l’Ecomuseo della lavorazione della canapa, porta a comprendere l’importanza che ebbe questo territorio nel ‘600 come centro di produzione dei cordami e dei rapporti quindi con i genovesi. Canapa non solo per far corde, ma anche da portare a tavola ieri come oggi. Inebriati dal profumo di peperone, che è il fil rouge di questa manifestazione, si ha modo di gustarla sotto diverse forme dal sugo di peperone con canapa, passando per un aperitivo a tema, fino alla birra.

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Non solo cibo, ma anche molte iniziative di incontro e conoscenza, in una manifestazione che vede impegnati come non mai in prima persona dal primo cittadino il sindaco Ivana Gaveglio, il suo vice Vincenzo Inglese, l’instancabile referente della manifestazione Lorenzo Sola e una squadra incredibile fatta di impiegati comunali, commercianti, cittadini, volontari e chi più ne ha più ne metta, capaci di far muovere un’economia territoriale unica che porta come ricaduta economica sul territorio più di 2,5 milioni di euro. Un’iniziativa in continua crescita, capace di leggere i tempi moderni, attirando anche i giovanissimi sia attraverso i Pokepeperò (l’irreristibile app di caccia ai Pokemon) e coinvolgendoli anche sul saper fare. Le cene all’interno del Pala BCC sono infatti curate dagli studenti del settore alberghiero sotto l’occhio vigile di un corpo docente energico ed entusiasta. Attendo da loro la ricetta del bunet – dolce tipico piemontese- nella versione più buona e gustosa che io abbia mai mangiato!

Ancora una volta quindi iniziative territoriali che nascono da un’idea, ma che coinvolgono tantissimi aspetti dall’arte come la mostra degli Incisori italiani contemporanei, all’elezione della vespa più bella, con La più bella sei tu, promossa dal Vespaclub di Carmagnola. L’accezione così nazional-popolare che si potrebbe dare al termine sagra, di fatto in questo caso andrebbe rivista, perchè qui c’è qualcosa in più. Gli organizzatori non si sono fatti neanche mancare la scheda di valutazione della manifestazione, chiedendo ai visitatori idee e spunti per migliorarsi.

Allora tra un crostone con peperoni e bagna cauda o una mostarda al peperone, cosa dire, se non che qui davvero oltre al Peperone c’è molto, ma molto di più.

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Sulla via del ritorno per bilanciare la bellezza, con un sorriso, del lato agricolo con quello nobiliare, una sosta obbligatoria è il Castello di Racconigi. Bello da lasciare senza fiato, un’eleganza immutata nel tempo che ti sorprende dopo aver percorso 10 km di strada contornata da campi infiniti di mais. I muretti in mattoncini rossi all’ingresso di Racconigi preannunciano alla vista qualcosa di carino, ma è svoltando appena la curva che la vista ha un abbaglio. Pura sorpresa, puro stupore, puro wow factor. Tra sale da ballo, da pranzo, corridoi e sale di ricevimento, l’arte e il gusto si esprimono al massimo non solo attraverso il lusso, ma anche attraverso le aree dedicate alla servitù.

Le cucine reali sono da non perdere, visto che per celebrare i vicini di casa carmagnolesi sono state allestite con una mostra Real Peperone, iniziativa curata da Progetto Cantoregi e ideata da Koji Miyazaki.

L’allestimento si propone di celebrare la maestosità di questo ortaggio, che forse meglio racconta l’estate. In una delle residenze sabaude vocate alla villeggiatura e negli ambienti dove di certo il gusto prendeva forma, l’installazione punta ad esaltarne le peculiarità di forme e colori.

Per tutti i puvrun* lovers (*peperone in piemontese) e non solo è una nuova destinazione da segnare per la prossima gita fuoriporta!

Share & enjoy,

Barbara

 

Un Commento:

  1. Il Piemonte è l’unica regione italiana in cui ancora non ho mai messo piede. Da amante dei peperoni, questa sagra sarebbe un’ottima occasione per visitare finalmente il Piemonte e assaggiare qualche prelibatezza. Bellissimo il castello!

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