Primavera baltica su rotte insolite: Tallinn

dsc_0925Disegnare un itinerario e partire per una destinazione poco battuta dal turismo italiano, riserva sempre piacevoli scoperte, come il caso dell’Estonia.

Nazione con poco più di 1.3 milione di abitanti, racchiude in sé tante interessanti sorprese e curiosità. Qualche esempio? In tempi di digitale pochi sanno che gli inventori di Skype, Priit Kasesalu e Jaan, sono estoni; che ben il 96% della popolazione utilizza internet per la gestione delle cose quotidiane; che nel 2005 sempre l’Estonia è stata la prima nazione al mondo ad introdurre il voto online e così come la prima ad aver implementato una rete nazionale di stazioni di ricarica per le auto elettriche, tema a noi molto caro dopo l’esperienza autunnale con BMW i3

In breve tempo, dalla seconda indipendenza sovietica del 1991, questo paese ha saputo recuperare il divario tecnologico e culturale, non solo allineandosi ma anche avendo molto da insegnare a tante nazioni della cara vecchia Europa, Italia compresa.

A partire dalla capitale, Tallinn: le antiche architetture del centro della città racchiudono un cuore pulsante moderno, e passeggiare tra le strade acciottolate, che dal 1997 fanno parte con tutta la città vecchia del patrimonio Unesco, come “esempio eccezionalmente completo e conservato di una città commerciale medievale del Nord Europa”, significa fare un salto nel tempo.

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Per dare un primo sguardo d’insieme, come prima cosa è bene salire sulla torre della chiesa di S. Olav. Dalla piccolissima piattaforma, a 124 mt da terra, superati gli oltre 200 ripidissimi gradini per lo più a chiocciola, la vista è superlativa e a 360° gradi sulla città. Viste le dimensioni ridotte, vale la pena essere qui per l’orario di apertura, per evitare di dover gestire funambolicamente lo spazio, inesistente, sui gradini, tra chi sale e chi scende.

Da qui si individuano facilmente i top spot della città, divisa in città altaToompea e città bassa – dove ha sede il Palazzo Comunale. Sulle colline di Toompea ci si arriva per due vie, che nella traduzione in italiano suonano come via gamba lunga e via gamba corta. La toponomastica anticipa la tipologia di percorso che si presenta davanti alla scelta: o la strada più lunga ma meno ripida, oppure il percorso più breve ma più impegnativo.

Qualsiasi sia la scelta una volta giunti qui, l’architettura della spettacolare chiesa ortodossa di San Alessandro Nevsky ne sarà la protagonista, così come la cattedrale medievale di Santa Maria Vergine, ossia il Duomo e le varie terrazze sulla città che portano ad allungare lo sguardo fino alla baia di Tallinn.

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Nella città bassa il cuore è la piazza principale, Raekoja plaz. Qui si potrebbero passare le ore girando su se stessi senza smettere di stupirsi per la bellezza delle facciate di antiche abitazioni/bottega, del loggiato dell’antico Palazzo Comunale, della prima casa della città, miracolosamente sopravvissuta alle due guerre, così come dell’antica farmacia risalente al 1422 e tutt’ora funzionante.

Passeggiando per le stradine, non si potrà fare a meno di rimanere affascinati dall’utilizzo dei delicati colori pastello, utilizzati nelle varie scale cromatiche dal rosa al celeste al verde latte e menta, sia per le bellissime porte che per le facciate. Lo stile medievale che caratterizza il centro della città,  è interrotto qui e là da edifici in artdecò, che non mancano di destare meraviglia e stupore per le eccentriche e sempre maestose decorazioni.

Per comprendere la storia contemporanea che si è scritta in questi luoghi, non bisogna perdersi Kiek in de Kok e il Tunnel del Bastione. Da torre, la prima, e galleria difensiva la seconda, a luogo di rifugio durante l’occupazione sovietica, a poche decine di metri nel sottosuolo. Un’esperienza a dir poco toccante, che fa perdere il senso del tempo e dello spazio e che invita a riflettere sulla condizione umana, non solo durante l’occupazione ma anche nel periodo che ne seguì.

Tallinn però non è solo legata al passato, ma è una città in continua crescita e ricca di spunti anche nell’architettura contemporanea. Per avere un’idea della vivacità, due sono i posti da non perdere: il quartiere Rotermann e il Telliskivi. Il primo, più centrale ed area industriale del XIX secolo, è stato magnificamente ristrutturato inserendo anche delle architetture di nuova costruzione, che ben  integrate con quello che ne era rimasto. Qui è possibile fermarsi per una sosta golosa al Plaz, che offre dei piatti di cucina locale rivisitati in chiave contemporanea. Aringhe in vasetto con panna acida e crumble di pane nero, le imperdibili zuppe alla rapa rossa e lo spiluccare del pane aicereali con formaggio morbido aromatizzato, è un must! Qui, come in molti altri posti a Tallinn, la formula pranzo è un’idea vincente per scegliere i piatti proposti e risparmiare molto, con meno di 5€ ad esempio si può mangiare una super e coroborante zuppa.

Per passare dallo stile industriale chic di Rotermann a quello creativo, bisogna dirigersi a Telliskivi. Questo è un ex complesso di produzione di componentistica dell’industria meccanica spaziale, che dal 2009 è stato riqualificato in hub creativa con sede di numerose startup, designer e immancabili caffè e ristoranti dal tocco vintage & gipsy, di recupero ma con creatività e stile. Il distretto Telliskivi, che letteralmente significa mattoncino, rappresenta di certo una piazza importante per comprendere le nuove tendenze della capitale baltica, di fatto più vicina alla cultura finlandese che non a quella russa, come erroneamente si è portati a pensare.

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Passeggiare all’interno di questi spazi significa scoprire ormai come la streetart, possa essere non solo elemento di riqualificazione di arte urbana dal forte impatto, ma anche attrazione territoriale e turistica. Tutto intorno qui ispira una sosta. Il f-hoone è uno degli indirizzi nel quali ci si può imbattere, per una birra locale Saku o A.Le Coq o per una golosissima merenda con fette di torte irresistibili, prima di riprendere il tour con destinazione shopping alla scoperta dei designer locali. Tra stili e tendenze l’ispirazione alla natura è quella prevalente, sia per quanto riguarda l’abbigliamento che gli accessori. La grafica dei creativi punta su soggetti come renne, conigli e volpi  protagonisti assoluti di T-shirt e gioielleria.

In questa città romantica e vivace, anche la scelta dell’hotel merita particolare attenzione. Tre i luoghi non solo per dormire, ma anche dove ricaricarsi e rigenerarsi durante le fresche giornate di primavera e vivere al tempo stesso una vera esperienza di viaggio a sole 2.30 di volo low cost da Milano.  In pieno centro, proprio di fronte alla statua dello spazzacamino, uno dei simboli della città, il Savoy Boutique Hotel è la scelta perfetta per tutti coloro che hanno una vena artistica o che si vogliono mettere alla prova. Basterà chiedere una delle stanze del 6° piano per trovarsi in camera, davanti alla finestra con vista sui tetti, un cavalletto corredato di tutto punto per disegnare, colorare e scoprire la bellezza di un tempo dedicato alla creatività artistica e manuale. Un posto perfetto anche dove concedersi un aperitivo prima di cena o gustarsi una sontuosa colazione all’interno del ristorante interno Mekk, che in estone significa gusto, con vista sul via vai cittadino!

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Per chi invece preferisce un’eleganza più classica, pur soggiornando in un art hotel, la scelta potrebbe essere il My City Hotel. L’edificio costruito negli anni ‘50 durante i tempi dell’occupazione sovietica, è stato per lungo tempo sede della marina sovietica. La stella rossa sulla facciata, ne ricorda ancora la storia che è passata da qui. Oggi di quei tempi ne rimane la struttura d’insieme e la sontuosa scala, mentre ogni piano, sia negli spazi comuni che nelle camere, è dedicato ad un artista dell’arte contemporanea italiana da Mimmo Rotella a Cascella, fino a giungere a Mario Schifano.

Infine per chi preferisce un’esperienza di un hotel che sappia raccontare la storia del territorio, l’Estoria Solo by Sokos Hotels è la scelta perfetta. Design & stories hotel del gruppo finlandese, che qui costruì, nel 1970 la prima grande struttura ricettiva. La singolarità di questo posto è che dall’interno si accede al 23° piano dove oggi ha sede il piccolo museo del KGB. Questo spazio non è una riproduzione, ma è quella che si rivelò esser la base segreta del sistema di spionaggio russo in Estonia. Tutto è rimasto come nel 1991, quando finì l’occupazione. Interessante vedere sulla planimetria dell’hotel, l’infinita tela del posizionamento delle microspie all’interno delle camere destinate agli stranieri e ai giornalisti. Un sistema di controllo tanto perfetto quanto fantasioso, perchè le ricetrasmittenti potevano nascondersi anche nel doppiofondo del piatto!

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All’interno dell’Estoria hotel, si sviluppa un vero e proprio micro mondo di storia e costume locale, con molta attenzione al cliente. L’angolo del free coffe bar e varie amenities riservate agli ospiti, chiude il cerchio di una città che sa coccolare e stupire con stile i nuovi viaggiatori.

Share & enjoy,

Barbara

Siti riferimento:

Visit Tallinn

Visit Estonia

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