Un viaggio a tavola. 5 ristoranti per 5 cucine dal mondo

Come fare per placare la voglia di viaggio, di assaporare piatti e combinazioni  nuove, di lasciarsi sorprendere da un cibo o una bevanda?

La soluzione come spesso accade è dietro l’angolo. Basta mettersi alla ricerca di caffè, ristoranti e street food che propongono la cucina di una destinazione che ispira il nostro prossimo viaggio o del quale vorremmo già un nuovo ritorno.

Se fremete dalla voglia di partire, di pianificare una partenza per gustare o rigustare sapori fuori dal quotidiano sentendovi un po’ in vacanza stando in città, tra Milano, Monza e Torino, abbiamo selezionato per voi alcuni posticini da mettere in agenda.

Voglia di Francia e America – B Monza Bistrot, Monza

 

A Monza, nell’elegante città della regina Teodolinda, lungo il centro pedonale, sulla piazzetta dell’omonima chiesa di San Pietro Martire si affaccia il B Monza Bistrot. Un caffè con una carta menu informale ma al tempo stesso con un tocco glamour, come si addice da queste parti. Un ambiente curato nei minimi particolari sia negli spazi interni ed esterni dove  una bella lavagna vintage introduce ad alcune proposte in carta, le comode sedute ricordano quelle in paglia intrecciata dei bistrot francesi, le lucine che si accendono al tramonto.

Nell’interno il legno è il protagonista di tavoli e bancone sul quale trionfano sotto le alzatine torte e biscotti. B Monza è un bistrot perfetto dalla colazione alla cena, dove proposte in carta richiamano i piatti francesi come l’iconica tartare di manzo con l’uovo crudo, il croque madame o il croque monsieur da accompagnare con delle pomme frites, rigorosamente con la buccia e un calice di bollicine. Per concludere in dolcezza, la tarte tatin con le sue mele perfettamente caramellate nel burro e zucchero è il fine pasto perfetto che solletica i ricordi francesi o stuzzica la voglia di un ritorno. Per chi invece ha nel cuore l’America, qui troverà una piccola varietà di ottimi hamburgers che si affiancano, nel trionfo del gusto a stelle e strisce, ai dolci. Meravigliose chiffon cake, cheese cake e apple pie, solleticano ancor prima di andar via, la voglia di un nuovo ritorno dedicato alla colazione o ad un brunch.

Voglia di Bretagna – Maison Bretonne, Milano

 

A due passi da Corso Sempione, dal 2016 c’è un profumo che ti avvolge, ed è quello delle gallette bretoni di Davide Sommella da Maison Bretonne. Uno spazio intimo, pochi posti a sedere all’interno, che crescono di qualche decina con il dehors all’esterno. Seduti a tavola il viaggio inizia. Tante proposte tra le quali scegliere le gallettes, ossia crespelle fatte con farina di grano saraceno che nella versione di Davide, come spiega lui stesso, risultano leggermente croccanti nell’impasto rispetto all’impasto francese. Formatosi presso l’École Maître Crêpier nel 2019 ha vinto anche il premio come migliore Maître Crêpier.

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In menu ben 30 proposte salate dalla più classica Antibes con prosciutto cotto, formaggio e uova a quella più gourmand come la Brest con il formaggio bouche de chevre, cipolle caramellate e petto d’anatra, da accompagnare rigorosamente con una tazza di sidro, proprio come vuole la tradizione bretone. E come ogni viaggio a tavola che si rispetti, non si lascia la destinazione senza aver assaggiato anche il dolce: crêpes sucrées ossia dolci. Se alla lettura delle parole caramello salato anche voi potreste far follie, la Normandie mele, caramello salato e panna è quella da ordinare. Si lascia Maison Bretone con un senso di appagamento sul palato e nel cuore, che Davide con la sua squadra riesce a trasmettere dalla cucina alla sala, grazie alla grande attenzione nella ricerca delle materie prime, della loro lavorazione e delle storie che porta nel piatto. E qui a degna riprova del saper fare questa cucina a mestiere, non manca una nutrita presenza di rappresentanti della comunità francese.

 

Voglia di Spagna – Volverè, Milano

 

Nomen est omen. In spagnolo volverè significa tornerò, proprio come l’augurio che ci facciamo di ritornare a scoprire il mondo, pianificare viaggi vicini e lontani senza quel senso di incertezza. Un angolo di Spagna vicino piazza Caneva, dove l’atmosfera iberica contemporanea si racconta attraverso le carni alla griglia. Volverè nasce dall’esperienza culinaria e di vita di Elena e Mauro che, dopo un’esperienza come ristoratori in Spagna, terra che li ha ospitati per anni, hanno scelto di proporre e rivisitare alcuni piatti della tradizione spagnola. Il calore di questa terra, arriva forte anche attraverso i piatti così avvolgenti e dalle porzioni abbondanti. Un percorso che comincia con le più classiche patatas bravas, chopitos (pesciolini fritti), crocchette tradizionali e continuare con una pluma iberica, cioè un controfiletto di maiale accompagnato da cipolle oppure con una rubia gallega, una carne di manzo tra le 10 migliori al mondo.

Come in ogni viaggio di scoperta le proposte possono essere accompagnate dalla più classica sangria oppure da una selezione di vini provenienti da cantine spagnole accuratamente selezionate come Casa Rojo, che produce vini che raccontano le varie regioni della Spagna e con etichette di grande impatto grafico. Uno spazio fuori dai clichè da vivere con il proprio tempo e risolleticando i ricordi di quella Spagna fuori le rotte più battute come un viaggio nella regione della Castilla y Leon.

 

Voglia di Hong Kong – Hekfanchai, Milano

 

Basta un passo più in là dalla principale via Sarpi, da Hekfanchai, in un angolo verde latte e menta per ritrovarsi nei sapori della metropoli di Hong Kong, in quel meltinpot di sapori anglo cinesi, scoperti in quella primavera del 2019.

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Un locale piccolo ed informale capace di racchiudere il meglio della cultura orientale e di quella italiana. Bellezza e bontà qui vanno a braccetto. A queste caratteristiche si aggiunge anche la cura nella ricerca degli ingredienti con una proposta che strizza l’occhio ad un ristorante gourmet, mantenendo tuttavia prezzi e servizio da street food. Le porzioni generose e il cibo con quei sentori tra il dolce e il salato, sembrano un rimando perfetto a quelli che si potrebbe trovare al Temple Street night market ad Hong Kong ma con il tocco glamour di un ristorante milanese.

Tra la scritta al neon Hekfanchai che disegna una elle all’interno del piccolo locale, pensato per lo più da asporto, e le pentole in rame appese al muro, qui tra i piatti da non perdere ci sono il tofu panato nella cenere di carbone vegetale con spennellatura d’oro, i vermicelli Hong Kong taste con verdure e gamberi, la braciola di maiale al lemon grass e il pollo fritto XL. Tra le proposte più singolari per gusto e consistenze jaffle con manzo al satay, simili a dei toast, e cheung fun al manzo degli involtini di pasta di riso al vapore. Tra i dolci imperdibile il delicatissimo e originale tortino ai fiori d’osmanto. Tutte le proposte possono essere accompagnate dalla linea in edizione limitata della popolarissima birra Tsingtao.

E se doveste avanzare qualcosa, niente sprechi, è possibile portar via il tutto in delle shopper e contenitori super trendy!

Voglia di Russia – Sibiriaki, Torino

 

In un palazzo del Quattrocento nel cuore del Quadrilatero Romano a Torino, Sibiriaki accompagna gli avventori, dal 2001, in un viaggio di scoperta dei sapori e piatti russi. Prodotti, ricette popolari e punte di quell’alta cucina creata per la tavola imperiale conducono in un affascinante viaggio enogastronomico attraverso un Paese che comprende diecimila chilometri di sapori e profumi. Una cucina che riaccende i ricordi di quel viaggio tra Mosca e San Pietroburgo, dove solo il vivere sulla propria pelle alcuni usi e costumi locali, anche a tavola, ti porta ad apprezzare la vodka, le sue varietà fino a fare un foodparing.

Per scoprire questo tipo di cucina è possibile scegliere tra uno zakuski, ossia un aperitivo russo composto da tre o cinque piatti come l’aringa con cipolle caramellate, l’insalata Olivier (insalata russa) e i pel’meni siberiani oppure la specialità sibir il cui nome riprende il tradizionale metodo di cucina da campo con cottura su pietra, caratteristico dei focolari negli accampamenti delle popolazioni mongolo_caucasiche.

Qui carne e verdure cotte a vista sulla pietra rovente, trionfano in accompagnamento a riso, orzo, grano, frutta secca, uova e semi.

Nel viaggio di scoperta all’interno di questo mondo di sapori, non manca la possibilità di un menu alla carta e degustazione. Tra i piatti da assaggiare affinchè le proprie papille gustative e il cassetto dei ricordi di viaggio possano teletrasportarsi in Russia, la verticale di caviale storione Osetra Russo, Storione Persiano, Storione Siberiano Bianco è da non perdere. Alisia Grifa, la maitre di sala consiglia per gustarlo in purezza di metterne un po’ sul dorso della mano tra l’indice ed il pollice, inclinare il pugno alla luce, apprezzando la forma delle uova e la loro lucentezza, e ovviamente assaggiarlo!
Per mantenerne intatte le proprietà è servito in una ciotola in vetro poggiata su ghiaccio. Come in una kazachok, la tipica danza russa,  il viaggio a tavola tra un sussulto di stupore e uno di incredulità tra l’inaspettato o  il ritrovato, delicatezza, acidità e dolcezza e si sviluppano in bocca tra la zuppa borsh, il granchio reale della Kamčatka e la carne di renna e di alce sapientemente rielaborate e presentate dallo chef Enzo Arduino.

A questo punto non rimane altro che prenotare il tavolo, lasciandosi ispirare dai sapori o dai luoghi.

 

 

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