Scoprire Torino in bici: tra grandi classici e novità

DSC_0117Torino è una città che ammalia, sorprende e conquista. Vista e vissuta da vicino, è una metropoli tutt’altro che grigia e distaccata. Dai numerosi eventi al fermento continuo di musei, mostre o nuove aperture private, è da diverso tempo uno di quei luoghi in Italia dei quali è impossibile non tesserne le lodi.

Esempio di dinamismo sia istituzionale che privato, non c’è periodo dell’anno che non conceda ispirazioni per dedicarsi almeno un weekend nella città sabauda.

Grandi classici come il rinnovato Museo Egizio, il sorprendente Museo del Cinema, gli spunti di arte contemporanea in luoghi privati come il Duparc Contemporary Suites o nuovi concept brand come Ruràl che prendono forma e ispirano, sono elementi sufficienti per organizzarsi e fare incetta di bellezza, sorrisi e nuove idee.

Seguendo l’hashtag ufficiale lanciato da Turismo Torino e provincia, #lamiatorino, siamo andati alla scoperta delle novità sia di luoghi che sentiamo ormai come la nostra seconda casa, che di altri presenti sulla nuova scena torinese, ma anche di grandi classici che ancora non avevamo avuto modo di ammirare. Torino è una città, dove i luoghi di maggiore interesse si raggiungono tranquillamente a piedi, ma se si vuole vivere da un punto di vista differente ma pur sempre con una mobilità veloce e sostenibile, basta salire in sella ad una bici. Noi lo abbiamo fatto inaugurando, un po’ come padrini d’eccezione, le nuove bici messe a disposizione per gli ospiti del Duparc Contemporary Suites.

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Di fatto da qui il centro si raggiunge tranquillamente con una passeggiata a piedi di appena 15 minuti, ma di certo avendo a disposizione le bici si ha modo di scoprire i dintorni da un altro punto di vista. E non c’è nulla di meglio che cominciare dando uno sguardo ai Giardini Rocciosi, attigui al Parco del Valentino e al Borgo Medievale. All’interno dei giardini in un dedalo di sentieri, si rimane incantati dall’unione tra sculture e natura. Ruscelli che interrompono i lievi tratti collinari ricordando la composizione dei giardini giapponesi, al pari dello stupore e della meraviglia che suscita l’improvvisa irruzione sulla scena di qualche scoiattolo.  Dopo un’altra breve pedalata, la sosta successiva è il Borgo Medievale, eredità di Expo che si tenne a Torino nel 1884, questo complesso racchiuso da alte mura merlate e un immancabile ponte levatoio, è la riproduzione di un tipico borgo tardo medievale composto da case, chiese e in cima la rocca. Passeggiando all’interno sembra di riviverne l’atmosfera, resa speciale anche dai diversi artigiani e produttori locali che allestiscono banchetti che non tradiscono l’estetica del luogo.

Risalendo nuovamente in bici ci si può concedere ancora qualche sgambata lungo il Pò all’interno del Parco del Valentino o fermarsi per una sosta in uno dei diversi ristorantini che vantano meravigliosi e suggestivi affacci lungo il fiume.

Dirigendosi verso il centro percorrendo l’elegante via Lagrange o zigzagando tra le strade attigue, si percepisce un’atmosfera bonton e rilassata tra boutique alla moda, nuovi caffè o gallerie d’arte. Una volta giunti in centro per gli egittologi in erba o per appassionati, la visita al Museo Egizio, rinnovato da poco più di un anno è da non perdere. L’ingresso è decisamente suggestivo, un gioco di specchi amplifica lo spazio sotterraneo dove è collocato, mentre l’audioguida con touchscreen colorato aiuta a comprendere meglio i numerosi reperti. Un viaggio nel tempo decisamente suggestivo, che lascia spazio alla meraviglia e allo stupore tra raffinati oggetti di utilizzo quotidiano, risalenti a più di 4.000 anni a.c. nonostante, a mio modesto avviso, un’esposizione un po’ troppo classica. Per visitare questo posto bisogna considerare, a prescindere, un tempo minimo di 3 ore.

A questo punto una pausa è meritata, e la sosta è l’imperdibile Gelateria Pepino, gelato artigianale e gusti come una volta per un momento di relax in una delle piazze più belle di Torino: piazza Carignano. Tra i gusti imperdibile il gianduia!

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Con una nuova carica di energia, altro luogo da non perdere è il Museo del Cinema con salita panoramica sulla Mole. Che si sia degli appassionati cinefili – qui è stato girato il film Dopo mezzanotte con Giorgio Pasotti e Francesca Inaudi –  o dei semplici curiosi, questo museo sa sorprendere, divertire ed entusiasmare. Un percorso attraverso le origini del cinema, da quello con le ombre passando per quello muto per arrivare ai nostri giorni. Molte le curiosità che potranno trovare risposta grazie alle diverse attività interattive e alla documentazione esposta. Interessante muoversi tra riproduzione di set e allestimenti cinematografici. La favola del cinema è qui, ma può continuare prendendo il suggestivo ascensore che si lascia ammirare già dall’interno del museo e che porta in cima alla Mole. Se il meteo sarà favorevole, l’abbraccio delle Alpi al tramonto sulla città sarà uno spettacolo impagabile.

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Poco distante da qui, all’interno del Quadrilatero, fame e animo trovano ristoro da Ruràl. Un ristorante dall’ambiente semplice e lineare, dove il bianco e i colori naturali la fanno da padrona, in affiancamento ad elementi in legno che riportano all’origine del nome. Questo posto è per me la quintaessenza dello spirito piemontese a tavola, sempre generoso, aperto ma al tempo stesso equilibrato. Piatti belli da vedere, squisiti da gustare ma con una marcia in più: sanno far sorridere. Un rimando emozionale unico, che sintetizza la filosofia dalla quale nasce questo concept, ossia il ritorno alla semplicità alle origini, ma senza negare un tocco di stile, che qui proprio non manca. Dagli arredi, ai dettagli come il piccolo sgabello per poggiare borse, telefoni, fotocamere e quanto altro rovinerebbe la splendida mise en place della tavola, per giungere al “piatto” con il quale viene servito l’uovo con asparagi. Un’idea creativa ideata e sviluppata dalla fervida mente dello chef Alessandro Capalbo, che sa conquistare gli ospiti e raccontarsi attraverso il cibo, anche al di là del vetro. Unendo gli elementi che sulla qualità non si discute, sul fattore sorpresa positiva neanche, fanno si che questo luogo è assolutamente uno di quelli che ti rimangono nel cuore.

Per chiudere un’intensa giornata attraverso la bellezza, non c’è niente di meglio che sapere che una camera del Duparc Contemporary Suites ti attende. Un posto che sento ormai come la mia casa a Torino, ricco di opere d’arte contemporanea, di bellezza e di dettagli mai ostentati. Il design ti avvolge e le ampie finestre a tutt’altezza regalano l’ultimo sguardo sulla meravigliosa Basilica di Superga, che da lì sembra mandarti il bacio della buona notte.

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Share & enjoy,

Barbara

 

 

 

 

 

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