Sogni che si avverano. La Fiorida l’agriturismo con la Stella Michelin

DSC_0089Se in questa calda estate chiudendo gli occhi vi doveste trovare ad immaginare un luogo incantato, immerso nella natura dove grandi prati e alte montagne creano una cornice da fiaba, dove l’intervento dell’uomo è in armonia con la natura, dove i sogni sono diventati realtà per la forza visionaria di un uomo, fermate l’immaginazione, perchè a solo un’ora da Milano troverete la meta perfetta per un break.

Nel cuore della Valtellina il sogno di Plinio Vanini, prende la forma e il nome dell’Azienda Agrituristica La Fiorida. Tutto inizia nel lontano 1983 con un piccolo allevamento in Val Gerola, per spostarsi poi nel 2000 a Mantello, dove ha inizio il vero cambiamento che porterà in varie fasi prima alla costruzione della stalla, poi del fienile, giungendo al primo passo importante che è lo spaccio di vendita diretta. Qui in una bellissima e ampia costruzione in sassi e legno in perfetto stile valtellinese, è possibile acquistare prodotti realizzati in azienda ma anche degustare i formaggi ed i salumi, direttamente sui meravigliosi tavoli interni o esterni, concedendosi una pausa all’insegna del gusto e della tradizione. Nel percorso di visionarietà di Plinio Vanini, l’opera sarebbe giunta a compimento solo con l’apertura dell’ala ricettiva, oggi composta non solo da camere ma anche da una spa con centro benessere, e da due ristoranti interni. Nel Quattro Stagioni è possibile gustare e conoscere la cucina territoriale grazie all’utilizzo di tutto ciò che l’azienda produce al suo interno, dalla frutta, agli ortaggi fino ad arrivare ai formaggi e alle carni, nell’altro chiamato La Prèsef la cucina si esprime con la punta più alta della ricerca e sperimentazione gastronomica, studiata e curata dallo chef Gianni Tarabini, che nel 2014 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di 1 Stella Michelin, nonchè unica in Italia all’interno di una struttura agrituristica.

Dall’orto alla tavola lo chef, che presidia la brigata per entrambi i ristoranti, stupisce chi si avvicina alle sue proposte non solo con la semplicità e la forza del gusto delle materie prime, ma soprattutto con il piacere della ricerca che si unisce sapientemente al ricordo e alla memoria di sapori che sembrano ormai scomparsi.

Un luogo aperto, conviviale, fatto di informale bellezza, di solari sorrisi e di un’atmosfera rilassata che calma la mente e regala gioia e spensieratezza. Basta varcare la porta d’ingresso per essere avvolti nel profumo di legno e fieno, antichi attrezzi contadini arredano l’ambiente, mentre una slitta fa bella mostra di sé. Il pavimento in pietra, dei grandi divani tartan, tappeti artigianali locali e l’immancabile camino, completano l’insieme di questo posto che sembra materializzarsi dai sogni. Per le camere niente numeri, ma 29 nomi di piante locali, ricordate con un piccolo affresco sul muro fuori da ogni porta. La storia di questo posto, le persone che hanno reso tangibile l’idea e il sogno de La Fiorida sono raccontate qui e là sui muri delle aree comuni, quasi come se fossero un mix narrativo tra antichi affreschi medievali e i murales più contemporanei. Rimanendo ancora negli interni, impossibile non concedersi qualche ora nell’area benessere. Ben due piscine una perfetta per il nuoto, l’altra più intima e riservata con mille getti e bolle d’acqua. La missione relax  non si può concludere senza passare dalle varie saune, dal bagno turco con un intenso profumo di eucalipto e per finire anche con un piccolo momento sui materassini ad acqua riscaldati. Avvolti con copertine morbide e profumate, bisognerà ricordarsi di svegliarsi solo per la cena.

 

 

Dedicarsi un fine settimana qui è un atto d’amore e di conoscenza al tempo stesso, l’occasione da non lasciarsi scappare è quella di gustare il menù guidato dello chef stellato Gianni Tarabini. Sei portate, ma con qualche incursione a sorpresa per farvi innamorare definitivamente della creatività, della maestria e della semplicità dei suoi piatti. Orgoglio non solo valtellinese, ma dell’Italia intera, questo chef è capace di portare a tavola piatti dalla forte personalità, legati ai suoi ricordi fatti di storie, tradizioni ed emozioni. Un suo piatto per me è come un’opera di Picasso, il tratto della semplicità è dato dall’altissimo lavoro di sintesi e conoscenza di quel grande mondo che è quello della bella e buona cucina, ben lontana dai clamori mediatici.

Nell’intimo spazio de La Prèsef, dove anche le posate raccontano la storia di questo luogo, (le forchette un forcone, il cucchiaio una pala e il coltello una falce) la panna cotta al latticello del burro “lacc de penagia”, fragola, biscotto integrale  e aria alla camomilla, chiude le emozioni gustative.

DSC_0081

Un grazie speciale va allo staff dell’Azienda Vitivinicola La Contessa, che ci ha accompagnato in questo piccolo grande viaggio di scoperta, alla ricerca di persone e luoghi del cuore carichi #soulsharing!

DSC_0057

Share & enjoy,

Barbara

 

 

 

Un Commento:

  1. È veramente un posto incantato!
    Grazie di avermelo fatto scoprire lo inserirò subito nei miei luoghi da visitare.
    …. e auguri all’agriturismo per la stellina 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *