Sogni e colori. L’intervista all’imbianchino di design

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Quante sono le storie positive, le persone che ogni giorno ci ispirano o potrebbero ispirare gli altri verso quell’impulso al cambiamento? Direi molte. Ognuna con una propria storia da raccontare, meritevole di essere condivisa, letta affinchè qualcuno di noi si possa riconoscere e trarre ispirazione.

La prima intervista in questa rubrica #talentpeople è dedicata alla frizzantissima Cinzia Letizia, una delle ultime conoscenze e scoperte del 2018 nella città sabauda. Lei minuta e lieve, mi apre la porta del suo studio nel cuore del centro storico di Torino. Leggera come una farfalla, delicata e spumeggiante come nuvole di tulle, non indugia ad una chiacchierata davanti ad una tazza di tisana vaniglia e cannella, raccontandomi del suo nuovo progetto attraverso 10 domande.

Come e dove nasce l’idea di “imbianchino di design”?

Mi sono avvicinata alla pittura da piccolissima per gioco (in realtà sarei voluto andare in cantiere con mio papà e fare il muratore) e ne sono rimasta meravigliosamente incastrata. Non so spiegare perché mi piaccia sporcarmi le mani, i vestiti, i capelli di vernice, solventi e qualsiasi liquido puzzolente e appiccicoso, però so che questa sensazione mi rende incredibilmente viva!

Crescendo ho cercato di abbandonare la mia passione e mi sono concentrata sul lavoro di segreteria aziendale per più di 15 anni con ottimi risultati e soddisfazioni. Ma l’amore per l’arte e il bisogno di esprimermi, utilizzando le mani e “vedere” concretamente il lavoro che faccio, non mi dava pace e continuava a bussare alla mia mente. Così finalmente un giorno ho deciso di rischiare e mettermi in gioco, ho abbandonato il lavoro di ufficio, e ho cominciato a progettare e decorare le mie case e quelle dei mie amici. Mi sono ritrovata a scoprire che la fatica di stare ore in piedi su una scala troppo bassa per dipingere una parete troppo alta per me era energia pura: energia che mi rigenera e rinvigorisce!

E dopotutto “Letizia” è il mio cognome e credo che fosse destinato a essere il mio progetto di vita, questa “ allegrezza” genetica è diventata il mio brand e mi ha insegnato a guardare il mondo oltre la prima impressione e oltre l’immagine scontata. Et voilà: imbianchino di design.

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Qual è il tuo rapporto con il colore e quali sono quelli più vicini alle tue corde?

Da che ho memoria ho sempre avuto delle macchie di colore addosso, in realtà credo di essere nata in una pozza di arcobaleno!

I colori che più mi rappresentano sono l’oro, il turchese e il giallo.

Da cosa ti lasci ispirare nello sviluppo delle proposte decorative?

L’ispirazione può nasce da un’analisi della personalità del committente: conversando cerco di capire le sue passioni, attitudini per rimandarle con la decorazione; oppure osservando dei particolari per strada, camminando nel parco, chiacchierando con i contadini al mercato e osservando le loro verdure, dalla trama dei tessuti, o durante i miei viaggi.

L’ispirazione può arrivare veramente dalle cose più impensabili.

Quali consigli daresti a chi ha paura di osare, ma al tempo stesso vorrebbe sperimentare un intervento decorativo?

Venire nella mia casa/laboratorio, toccare i materiali, vedere i bozzetti realizzati per i progetti già eseguiti e sperimentare visivamente come un intervento decorativo può “vestire” una parete e dare forma/personalità a un ambiente.

Quali sono le richieste più particolari ed originali che ti hanno fatto?

Sono veramente tante, ma l’ultima che mi è arrivata proprio ieri ed è che mi ha fatto molto sorridere è quella di un bambino di 6 anni che vuole che dipinga nella sua camera un vulcano delle Hawaii.

Un colore alla parete non è per sempre, ma può rimanere diversi anni. Come scegliere quelli più adatti a noi al di là delle mode e delle tendenze?

Ogni fase della vita è rappresentata da  un colore che va sicuramente oltre le mode e le tendenze ma bensì raffigura il tuo stato d’animo nel momento in cui chiedi di realizzare una determinata parete, perché può essere la tua prima casa quindi deve rappresentare libertà, trasgressione, oppure la casa di una nuova famiglia quindi calore, amore, tenerezze.

Io ad esempio nella mia attuale casa ho una parete dipinta di giallo, colore che non avrei mai pensato di scegliere per una mia parete nonostante sia tra i miei colori preferiti, eppure quando sono entrata in questa casa ho sentito che era il colore giusto perché in questo periodo mi sento energica, vitale, e ho bisogno di luce ed energia intorno a me… e questo mio desiderio sicuramente non è influenzato dalla moda ma dal mio animo!

Non solo pennelli e colori ma anche social eating all’interno del Laboratorio Letizia. Quali sono le proposte?

Il cibo è colore ed energia per me così come l’arte pittorica.

Nel laboratorio si organizzano merende/aperitivi/cene tematiche per condividere la passione dello stare insieme, l’amore per l’arte e il piacere di gustare de buon cibo con un occhio di riguardo ovviamente per la sua presentazione!

Torino è una città in continuo fermento. Quali sono 3 luoghi che rappresentano al meglio il mood di “imbianchino designer”?

L’imbarchino al Valentino: una domenica calma osservando i canottieri che scivolano sul fiume, le famiglie in bicicletta e gli innamorati che si baciane affacciati alla terrazza;

Largo Montebello dove c’è una bellissima altalena dalla quale spingendoti in alto puoi scorgere le alpi; la Mole e tutta la splendida Vanchiglia; il Baloon, luogo magico dove può perderti tra le viette delle botteghe d’antiquariato e la seconda domenica del mese tra i banchi degli artigiani che espongono antiche bellezze.

Casa & bottega. Il tuo laboratorio è uno spazio aperto alla creatività. Quali i prossimi incontri in agenda?

Ora mi sto dedicando a un ciclo di appuntamenti dal titolo Tintarella: tre workshop tra febbraio e aprile (tutti in calendario il 17) uno sui colori vegetali, uno dedicato ai più piccoli e uno sul glitter; tre occasioni per toccare con mano la stesura colore e portarsi a casa un piccolo manufatto realizzato insieme. Saranno sempre in fascia pomeridiana, tra le 14.30 e le 18 circa, a 30 euro cadauno.

Nella città del caffè, salutiamoci andando a sorseggiarne uno. Dove mi porti?

Al Bicerin, piccola perla in piazza della Consolata!

Share & enjoy,

Barbara

Per scoprirne di più:

Laboratorio Letizia – Via San Dalmazzo 7 Torino Fb @laboratorioletizia

Crediti fotografici – Andrea Asti

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