Spiritualità e conoscenza. Il patrimonio portoghese tra monasteri e università

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Il Portogallo è una nazione con un forte legame tra storia, religione e scienza. Questa unione si rende tangibile sia attraverso l’architettura dei monasteri, come i suggestivi Batalha, Alcobaca e Tomar, il cibo con le innumerevoli declinazioni dei dolci conventuali e ovviamente la conoscenza rappresentata dall’Università di Coimbra. La prima università in Portogallo.

Il Monastero di Batalha è uno di quei siti da non perdere. La storia di questo posto, ha origine nel 14 agosto 1385, quando per il compimento del voto fatto alla Madonna, il re portoghese Giovanni I per la vittoria ottenuta sull’esercito castigliano, nel 1386 diede origine ai lavori di edificazione.

La magnificenza del progetto e le soluzioni estetiche trovate, esprimono al meglio non solo l’importanza che questo monastero rivestì per il suo fondatore, ma simboleggiano anche l’indipendenza portoghese, fortemente voluta e conquistata in battaglia.

Il monastero ha da sempre ospitato l’ordine dei Domenicani, che qui rimasero fino all’estinzione degli ordini religiosi nel 1800. Quello che stupisce di questo posto, sono i 30 anni di storia racchiusa in una navata. La costruzione della chiesa iniziata dall’abside per mano dell’architetto Alfonso Domingues, fu portata a compimento decine di anni dopo con un cambio di direzione lavori. L’intervento del nuovo architetto Huguet introdusse le linee tardo gotiche, creando il portale ricco di iconografie, senza far mancare interventi in stile manuelino e aggiungendo anche due cappelle funerarie. La cappella del fondatore, subito a destra all’ingresso della chiesa, accedendo dalla navata principale e quella imperfetta, perchè mai portata a termine e situata all’esterno, sono oggi diventate simboli di questo luogo.

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Già varcando la soglia, sembra di entrare in una nuova dimensione. I 32,5 metri della navata, le colonne fitte, la volta con le nervature e la luce colorata, che passando dalla vetrate si riflette ovunque, contribuisce a lasciare il visitatore a bocca aperta. Quello che è importante sapere, è che il candore di questi luoghi non è giunto a noi così come lo vediamo. Come la storia insegna, la maggior parte dei luoghi si raccontano attraverso la sovrapposizione di stili ed idee che in passato si sono succedute. E questi luoghi non sono stati da meno. Quello che è visibile oggi è però il risultato di un intervento del dittatore Salazar, al potere dal 1932 al 1968, che durante il periodo della sua dittatura impose di portare alle antiche origini i monumenti nazionali, spazzando così ogni traccia degli interni gotici, barocchi e quanto altro si succedette dalla posa della prima pietra.

Al di là ogni considerazione sulle scelte storico/politiche che hanno influenzato questo luogo, la bellezza e il valore di questo monumento è tale, che non a caso dal 1983 è stato inserito nel patrimonio Unesco. Ogni anno più di 2 milioni di persone lo visitano, annoverandosi tra i più siti più belli del Portogallo. Come sfuggire infatti al fascino della pietra calcarea che si accende di riflessi dorati, le decorazioni che sembrano pizzi e merletti prestati all’architettura e la vista che si gode da sopra i tetti, che contribuiscono a creare delle immagini per la memoria indimenticabili. Salire le strette e ripide scale a chiocciola, trovarsi a tu per tu con i gargoyle, giungere infine all’interno di un pinnacolo è un’esperienza che richiede fiato e forza nelle gambe, ma assolutamente da non perdere. Da maggio chiunque potrà rivivere quest’esperienza, organizzandosi per tempo. Per motivi di sicurezza questi spazi sono accessibili con visite guidate solo due volte al giorno.

Da qui andando verso sud, si procede per appena 23 km per giungere al Monastero di Alcobaça.

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Una grande piazza in terra rossa sembra rimandare al ricordo di luoghi lontani, quasi a sentire il calore e il vento caldo che soffia sulla pelle, mentre i rivoli di acqua a filo terra in questo spiazzo raccontano già al visitatore l’ingegno delle opere di canalizzazione dell’acqua che furono fatte qui a partire dal medioevo. Anche questo monastero è una sovrapposizione di storia e stili architettonici che possono essere letti attraverso tre punti focali. Si parte con la chiesa, la più grande del Portogallo con la monumentale facciata barocca che contrasta con la semplicità dell’interno; le tombe del Re Pedro e di Ines de Castro, i Romeo e Giulietta portoghesi, e infine il refettorio. Qui si può immaginare il silenzio durante il pranzo dei monaci, che secondo la regola dell’ordine non potevano parlare, spezzato solo dall’unica voce che si innalzava dal pulpito per celebrare le preghiere. Legata al refettorio è la cucina con un gigantesco camino e una fontana interna. Simbolo quest’ultima dell’ingegno architettonico che portò alla canalizzazione all’interno di luoghi privati, delle numerose fonti d’acqua.

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Il fascino dei chiostri, sia nel monastero di Batalha che Alcobaca, è senza eguali. La luce che si riflette sulla pietra calcarea, i giardini con gli immancabili aranceti, le arcate perimetrali spesso in stile mauelino e il fascino suggestivo dell’insieme, sembrano rallentare il tempo, dando pace all’animo.

Altra tappa attraverso i siti Unesco portoghesi è Coimbra. La città affacciata sul fiume Mondego, è ancora oggi sede di una delle Università più antiche d’Europa, fondata nel XIII secolo, e la prima nel Portogallo.

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Visitare la città ed in particolare tutto il complesso storico universitario, dà l’idea dell’attenzione alla cultura e al sapere che si è sviluppato qui. Situata in un luogo privilegiato, nella parte alta della città, con vista sul fiume, l’Università è un edificio complesso, che si sviluppa intorno ad un cortile centrale in cui più di un elemento si distingue per il suo interesse artistico e il suo simbolismo. Vi si accede dalla Porta Férrea, notevole opera manierista (1634), su cui si possono ammirare le immagini dei re mecenate, D. Dinis e D. João III. Mentre si rimane incantati dall’ampia piazza, il Patio das Escolas, non mancherà di certo di trovarsi ad assistere a momenti tipici della vita degli studenti universitari.

Il complesso è accessibile gratuitamente nelle parti comuni, mentre è necessario il biglietto d’ingresso per gli ambienti interni. Tra gli spazi più suggestivi sono certamente la cappella di San Michele e la Biblioteca Joanina. La prima è un luogo di culto per ogni studente intento a porgere preghiere e promesse per il buon esito degli esami. All’interno sorprende il maestoso organo barocco, le illusioni pittoriche come il finto marmo o legno e le pareti interamente rivestite dagli immancabili azjulejos bianchi e blu. La seconda, la biblioteca, è un immenso patrimonio storico culturale con più di 300 mila volumi. Per ovvie ragioni di conservazione legate alla temperatura/umidità della sala e dei visitatori, l’accesso è regolato da un numero massimo di persone per volta.

Prima di lasciare la città, è d’obbligo fare due passi in centro nella via principale pedonale, alla scoperta delle tracce medievali della città, del fado e di un immancabile caffè con un dolce conventuale. Un viaggio nella bellezza dell’arte e della storia da mettere in agenda, magari tra Febbraio-Aprile per avere i primi sentori d’estate oppure Ottobre – Novembre, per prolungare la bella stagione.

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Barbara

2 Comments:

  1. Bom dia Bárbara

    Mais um artigo muito interessante!!!
    Obrigada pelas belas palavras.

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