Toast. Passione gourmet su una fetta di pane.

In principio erano gli Smørrebrød, ovvero una fetta di pane di segale di color marrone scuro (rugbrød) imburrato, con un condimento costituito da fette di carne, pesce, salumi, formaggio. Questa è la base che, opportunamente decorata con verdure affettate, uova sode, maionese, costituisce un sandwich aperto visivamente accattivante, tipico della cucina danese o più in generale scandinava.

Poi a Milano, la città che detta le tendenze in Italia, è esplosa la moda del toast aperto, importata direttamente da San Francisco grazie all’avvento di un locale super specializzato sull’argomento. Immancabile un ingrediente: l’avocado!

Durante questi due momenti, come spesso accade nell’universo, si muovevano in parallelo idee simili. Così tra necessità personali dell’ideatrice, passione per il cibo e creatività in cucina, da due anni a questa parte, spopolano in rete gli avvotoast.

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La macedonia di parole, o sincrasi, nasce dall’unione delle parole avvocato e toast, magistralmente ideata, non a caso dall’Avvocuoca, ossia dall’avvocato Anna Patruno. Come recita la sua biografia dei sui social “Ubiquitariamente divisa tra cavilli e fornelli. Avvocato per necessità, ma con altre vocazioni. Ex cetaceo, attuale aspirante acciuga”, ha saputo trasformare un limite fisico personale, in un caso di successo e di ispirazione per la rete, grazie ad una fetta di pane.

Ma cosa c’è dietro una fetta di pane tostato? Il dietro le quinte dell’idea nasce circa tre anni fa, quando Anna sottoponendosi ad un intervento di by pass gastrico ha dovuto costruire una nuova relazione con il cibo. Mangiare il cibo prima con gli occhi e poi con la bocca, diventa il nuovo mantra. Porzioni più piccole, alimenti bilanciati, meno pasti al bar e tutto quanto ognuno di noi, in teoria, sa su ciò che è bene e ciò che è male nell’alimentazione, ma poi finisce per ignorarla a favore di comfort food poco salutari e più sbrigativi.

Da punto di “debolezza” Anna, con tenacia e sperimentazione, si mette all’opera e trasforma i suoi centellinati grammi di pane in piccole opere d’arte per la vista e per la gola. Comincia così a dare nuova forma agli ingredienti di stagione, freschi e preparati da sé, a cercare ingredienti insoliti, a studiare nuove combinazioni sperimentando toast dopo toast. Insomma dà vita alla sua schiscetta, come si dice a Milano, perfetta.

Come tutte le cose in continua evoluzione anche il toast passa dalla sfera privata a quella social. Followers, amici e curiosi attendono così l’arrivo del weekend, momento in cui con un po’ più di tempo, lasciati i fascicoli e gli appuntamenti tra tribunale e giudici, si dedica a deliziare palati dei commensali invitati e a ispirare seguaci condividendo il tutto tra instagram e facebook.

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Toast-Fast: uovo di quaglia fritto, formaggio alle erbe,bacon croccante, pomodoro confit, sakura

Ma chi ispira gli altri, da chi si lascia ispirare? Alla ricerca a sua volta di insegnamenti, ama molto seguire consigli e suggerimenti degli chef: Danilo Angè, per la capacità di giocare con non è quel che sembra; Antonio Marchello per il contrasto dei sapori o Viviana Varese per l’uso del pesce. Se è possibile pensare ad un menù a tema, con protagonista il toast? Perché no, vi risponderebbe l’avvocuoca, che ha trasformato in toast anche una fetta di mini colomba pasquale!

Difficile scegliere un preferito tra le diverse tipologie proposte, ma di certo ci si potrebbe lasciare ispirare anche dalla simpatia del nome attribuito ad ogni toast. Da brava avvocato il gioco delle parole le è congeniale, così come nei panni di cuoca quello degli ingredienti!

A questo punto non ci resta che aspettarci un bell’evento avvotoast, magari in collaborazione con altrettanto geniali food partners o chiamarla in privato per un tost brunch, toast dinner, toast party…

Share & enjoy,

Barbara

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