Valtellina tra bitto e stelle

DSC_0068Ci sono esperienze che bisognerebbe provare almeno una volta nella vita, Once in a Lifetime per dirla pensando alla canzone dei Talking Heads, quelle esperienze che quando ti capitano non sapevi neanche di averle mai potute immaginare, eppure ti ritrovi dentro vivendole in prima persona. Esperienze uniche non per l’inaccessibilità economica, quanto per quello che ti lasciano, perchè già nel viverle sai che quelle emozioni, quel vissuto stanno cambiando per sempre la tua vita.

Tutto questo turbinio non succede in chissà quale parte del mondo, ma a due passi da Milano, a Mantello. Qui c’è un luogo nato dal nulla, o meglio nato dalla visione di colui che io ho definito lo Steve Jobs della Valtellina, ossia di Plinio Vanini. Un uomo che sta scrivendo la storia di questo territorio e non solo, che ha saputo coinvolgere e portare la sua squadra nell’essere attori e protagonisti innovando la tradizione.

Questa visione è tradotta sabato 2 Ottobre, in un’emozionante serata di festa all’interno della quale il dealer contadino, come si definisce Plinio Vanini, ha invitato amici e affezionati clienti per celebrare l’antica tradizione della discesa a valle di casari, pastori e delle loro forme di bitto. A valle oggi come ieri, gli uomini e il re dei formaggi delle Alpi Valtellinesi sono attesi con una festa speciale all’interno dell’Agriturismo La Fiorida. In questo luogo per me davvero magico e carico di emozione, 10 chef stellati hanno reso omaggio a questa antica tradizione per il secondo anno consecutivo de “Il bitto e le stelle”

Le stelle, magico elemento del nostro sistema solare, accomunano pastori, casari, e sapienti chef. I primi con il loro sapere ci consegnano un formaggio così unico, fatto di variabili naturali come la pioggia, la siccità della stagione il nutrimento che le mucche trovano in alpeggio ma al tempo stesso quei diamanti in mezzo al cielo illuminano le notti di questi uomini, di questi nomadi della tradizione e della bontà che non si arrendono alle comodità o alla pigrizia, regalandoci momenti di alto gusto e grande conoscenza. I secondi, gli chef, 10 artisti del cibo che rispettano il lavoro di chi consegna loro la materia; niente voli pindarici, esasperazioni stilistiche, anzi la piena consapevolezza di voler celebrare un prodotto e con esso l’ideatore dell’iniziativa e il suo braccio destro in cucina: lo chef stellato Gianni Tarabini.

Una serata emozionale ed esperienziale, riscaldata dall’energia dei partecipanti e degli chef invitati – Enrico Derflingher (chef della Casa Reale Britannica e del presidente George Bush, nonchè Migliore Chef al mondo nel 2008 e oggi presidente di Eurotoques) Stefano Binda (Stella Michelin nel so Trattoria Dac a Trà) Alberto Buratti (migliore Chef Emergente al Koinè) Carlos Moscos (Sous Chef presso il ristorante stellato Gimmy’s) Alessandro Negrini (Chef presso Il Luogo di Aimo e Nadia) Maurizio Santin (pasticcere dell’anno 1998 e 2008 e volto del Gambero Rosso) Mattia Secchiero ( Chef presso la stellata Antica Corte Pallavicina) Filippo Sinisgalli ( Executive Chef de Il Palato Italiano ) Marco Valli (Executive Chef al The Piz di Saint Moritz)

 

Un percorso gustativo tracciato da mille e più candeline che partendo dall’esterno dell’agriturismo,  hanno portato i visitatori a scoprire l’azienda attraverso la propria anima, ovvero le aree di produzione del gusto. Dal fienile alla stalla, passando per il caseificio ma non senza prevedere delle piccole soste ristoro – conoscitive: dalla minestra di castagne, agli sciatt, alla crema di zucca con amaretto al lac de penagia, alla crema di latte passando per la tartare di pesce di lago per giungere alle salsicce alla brace e polenta. Nonostante la pioggia, il calore e l’animo festoso valtellinese hanno riscaldato la serata con canti e balli tradizionali, mentre la mucca Mariolina è stata presentata dal padrone di casa vestito in abiti tradizionali, al grande pubblico durante la serata.

Una volta entrati nello spirito, il percorso ha portato gli ospiti all’interno de La Fiorida snodandosi tra gli ambienti con 10 isole, tante quante sono i piatti degli chef invitati. Difficile davvero esprimere quello che si può provare vivendo una simile esperienza, non tanto per la magnificenza del cibo, ma quanto per l’emozione di veder riuniti in un momento di festa e di valorizzazione di un prodotto territoriale il meglio della nostra nazione, di quella parte che sa fare davvero sinergia, di quella parte che ama condividere, di quella parte che pur non volendo insegna a volare in alto, pur rimanendo con i piedi ben ancorati a terra.

Qui non servono fidelity card, perchè la fedeltà, l’affetto e l’amicizia viene racchiusa, conservata e premiata come dono prezioso che parte dal cuore, di chi ha deciso che un mondo diverso è possibile.

Grazie Plinio, Gianni, Simonetta, Monica, Enrico e tutto il team di Eurotoques per aver regalato a me e ad altri 300 partecipanti un’esperienza e un’emozione indelebile e per aver permesso di confermare a me stessa che il “soulsharing” non è solo una mia visione!

Share & enjoy,

Barbara

 

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